Vieni a fare smart working in Puglia

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Immaginate di svegliarvi in Valle d’Itria, a primavera, con i cespugli di rose in fiore e i ciliegi carichi. Dopo la colazione all’aperto siete pronti per la giornata lavorativa: accendete il computer connesso al wi-fi di casa e siete già in ufficio. Ma siete in Valle d’Itria, tra Locorotondo e Martina Franca, a pochi chilometri dallo Jonio tarantino all’Adriatico di Monopoli. Perché non venite a fare smart working in Puglia?

La stessa scena si potrebbe ripetere a Ostuni, in una casa del centro storico, o in un trullo di Alberobello, nella città vecchia di Bari, tra il barocco leccese, all’ombra di San Martino a Martina Franca, oppure sul Gargano, nella campagna di San Vito dei Normanni, sulla litoranea tarantina. Un territorio che si stava ora svegliando al turismo, avendo avuto prova di cosa significa l’impatto della massa col modello Gallipoli, potrebbe scegliere di essere accogliente per chi lavora smart, offrendo servizi e connessioni veloci, affitti di medio periodo. Un ripensamento strategico.

Abbiamo incontrato questa idea la prima volta sul numero 19 del settimanale Pugliapress, nell’articolo “Puglia Agile, l’ufficio più bello d’Europa, tra mare, trulli, con smart working e telelavoro“. L’intuizione è semplice e geniale: offriamo alle migliori intelligenze l’opportunità di stare sul nostro territorio, in modo da tenere qui le risorse, anche economiche, e proteggerlo contemporaneamente da speculazioni e turismo di massa. Una figata.

Il parere dell’esperto di welfare

Prima di farci prendere da facile entusiasmi, abbiamo verificato l’idea con un esperto, Claudio Cavaliere, consulente del lavoro e esperto di welfare aziendale applicato ai modelli organizzativi. Ci ha risposto così: “Il Lavoro Agile (più conosciuto come Smart Working) è stato introdotto in Italia con la Legge n. 81 del 2017, con l’obiettivo di favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. Caratteristica tipica del Lavoro Agile è l’alternanza dello svolgimento del lavoro tra la sede abituale aziendale ed ogni altro luogo, esterno all’azienda, venga scelto dal lavoratore. E’ interessante sottolineare che una delle finalità perseguite esplicitamente dalla norma, è quella di incrementare la produttività. Tale incremento deriverebbe dal maggior benessere della lavoratrice o del lavoratore nell’utilizzare la modalità agile di esecuzione del lavoro, ma, soprattutto, dal cambiare il paradigma del valore attribuito al lavoro, facendolo transitare da una classica valutazione ad ore lavorate, ad una valutazione per obiettivi raggiunti“.

Il consulente suggerisce anche che se lavorare in Valle d’Itria genera benessere e aumenta la produttività, lo stesso affitto potrebbe essere a carico dell’azienda, come forma di welfare aziendale: “In questa ottica, sarebbe interessante pensare ad una forma di “convivenza” tra il Lavoro Agile ed il welfare aziendale, in cui il datore di lavoro mettesse a disposizione del lavoratore un soggiorno in una località particolarmente conciliante con i bisogni del lavoratore stesso (per esempio una località tipicamente turistica) corrispondendogli, oltre la normale retribuzione, una forma retributiva aggiuntiva sotto forma di welfare (esente da tasse e contributi) corrispondente al costo di soggiorno“.

Perché il lavoro nel trullo possa essere sostenuto dall’azienda, è necessario dimostrare che porti benessere al lavoratore. Qui potrebbe entrare in campo la misurazione del Benessere Equo e Sostenibile (BES) che da qualche anno l’Istat propone in alternativa al Pil, ma che viene misurato solo a livello provinciale e pochissimi comuni hanno adottato. Iniziare a farsi misurare col BES, potrebbe essere il primo passo verso la trasformazione positiva del nostro territorio.

Ovviamente questa è solo una suggestione, che rilanciamo dalle nostre colonne, ma che può avere un fondamento solo se qualcuno decide che vale la pena tentare. Se avete suggerimenti, o volete condividere pensieri o consigli, fatecelo sapere, perché riteniamo possa diventare una discussione strategica per il futuro.


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