Elezioni regionali. L’affluenza massiccia non basta al centrodestra. Un votante su 4 sceglie Pentassuglia

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Elezioni Regionali 2020, Politica


Il centrodestra martinese ha portato alle urne circa duemila persone in più ma non sono bastate per rintuzzare l’onda di Donato Pentassuglia e del Partito Democratico che, con l’amministrazione Ancona, sono gli unici veri vincitori di queste elezioni regionali, a Martina Franca.

Limitandoci a fare i conti della serva, si può osservare che il 5% in più di affluenza, registrata a Martina Franca, nonostante non ci siano state elezioni amministrative a tirare gli elettori, sono i voti di una parte del centrodestra martinese. Eppure, a vedere i numeri (qui sotto una tabella), si può vedere che la coalizione di Fitto guadagna, rispetto al 2015 (sommando i voti di Schittulli e Poli Bortone) oltre 2.500 voti, che sono grosso modo quel 5% in più di elettori. Ma non sono bastati, perché i votanti hanno premiato Donato Pentassuglia, che prende 1.600 voti in più, tanti quanti ne guadagna il PD.

Da dove arrivano questi voti? A guardare la tabella risulta chiaro che la coalizione di Emiliano ha mantenuto lo stesso consenso (quattordici voti in meno) e quindi i voti in più a Pentassuglia e al PD arrivano da movimenti interni alla coalizione, a dimostrazione che stanno erodendo tutti gli spazi nel centrosinistra, attestandosi come unici rappresentanti, grazie anche alla pressoché totale convergenza sul candidato da parte dell’amministrazione comunale. Poco più di un elettore martinese su quattro ha votato Pentassuglia. Bisogna però ricordare che in questa tornata elettorale c’era la possibilità di esprimere la doppia preferenza.

Il centrodestra invece, è ancora diviso, ma anche se avesse fatto convergere le preferenze su un unico candidato, sarebbe comunque arrivato dietro Pentassuglia, di un buon migliaio di voti, ma la coalizione guadagna quel 5% di voti in più che sono proprio gli elettori che nel 2015 non andarono a votare. Così come per il PD, i voti alle liste di centrodestra sono sovrapponibili a quelli dei candidati. I voti in più alla Lega, ad esempio, sono quelli di Conserva. Questo significa che se si dovesse spostare in un altro partito, porterebbe con sé il consenso elettorale.

Chi perde clamorosamente è il Movimento 5 Stelle che sebbene abbia presentato due liste, ha subito un’emorragia di 660 voti.


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