F1. Intervista a Giovinazzi tra presente e futuro: “Mi piace dare serenità al team. Darò sempre il massimo”

Intervista di Valle d’Itria News ad Antonio Giovinazzi, pilota di F1 titolare del team Alfa Romeo Racing ORLEN.

Dal circuito di Sochi, dove questo week end si correrà il GP di Russia, Antonio Giovinazzi ha voluto concederci qualche minuto del suo tempo per un’intervista esclusiva che pubblichiamo integralmente. Antonio è un pilota gentiluomo, parlando con lui ci si rende conto che dentro quelle macchine, che volano oltre i 300 km/h, ci siano delle persone e non dei robot infallibili. Un uomo squadra, diplomatico e sereno, che coglie ogni occasione per parlare del team e delle persone che lavorano attorno a lui.

Ciao Antonio, partiamo dall’ultima gara e dal brutto incidente che ti ha visto coinvolto al Mugello. Per fortuna non hai riportato problemi fisici e questa è la cosa più importante, ma avete avuto modo già di esaminare l’accaduto tra voi piloti?

Ma guarda sicuramente è da rivedere, soprattutto in piste come quelle del Mugello dove hai un rettilineo lungo e puoi iniziare a sorpassare solo alla fine, la finish line infatti è molto lontana. È un po’ da rivedere tutto anche perché noi al centro del gruppo noi riusciamo a vedere il primo che accelera, eravamo già full gas e ci siam ritrovati alcune macchine che frenavano davanti ritrovandoci in una situazione molto pericolosa. Non c’è stato ancora occasione di riparlarne, ne parleremo domani (oggi) al Briefing.

Siamo a metà stagione, al momento non è stata la tua stagione più fortunata. Hai iniziato benissimo nel caos del primo GP in Austria, poi hai dovuto fare i conti con la poca competitività della C39, un po’ di scelte discutibili sulle strategie come in Ungheria, fino alla disattenzione del GP d’Italia con la chiamata ai box nonostante la chiusura della pit lane e la conseguente penalità. Tutto questo ti ha fatto perdere importanti posizioni. Hai qualche rammarico su situazioni che si potevano gestire meglio?

Ovviamente si, come in tutti i campionati e le gare ci sono sempre dei punti che puoi migliorare, però non è importante focalizzarsi tanto su eventi passati perché alla fine perdi solo tempo e sprechi molte energie. Dalla nostra parte ci impegniamo a rivedere gli errori e cercare di correggerli per le successive gare. Questo è quello che continueremo a fare. Io sono contento delle mie prestazioni in questa prima parte della stagione, sia in campionato che contro Kimi (Raikkonen), che è il mio avversario principale avendo la stessa macchina. Sono contento dei risultati sia nella classifica generale del campionato che nei testa a testa in qualifica. È un campionato un po’ sfortunato come hai detto tu, però spero che questa sfortuna giri per la seconda parte di stagione, che sarà molto importante, e cercare appunto di prendere altri punti fino alla fine dell’anno.

C’è una cosa che risalta nelle tue interviste, sei sempre politicamente corretto, non c’è mai una parola fuori posto, anche quando è veramente difficile mantenere la calma. Non credi che a volte possa servire far sentire la propria rabbia o la propria amarezza alla squadra soprattutto di fronte a strategie che ti penalizzano? Non credi che questo possa aiutarti, al pari del tuo talento e un po’ coma fa Raikkonen, a metterti in luce?

Si, ovviamente si. Purtroppo è il mio carattere, sono molto diplomatico e tranquillo e alla mia età cambiare è impossibile. Chiaro che ci sono momenti in cui arrabbiarsi può aiutare, però è anche vero che se ci sono momenti dove è meglio mantenere la calma. Come ho detto prima, non mi concentro sul passato, ci sono momenti in cui magari ho voglia di fare l’opposto rispetto a quello che poi succede in pista (riferimento alle strategie del team ndr), ma l’importante è andare avanti e non commettere più gli stessi errori. Non c’è motivo di creare ulteriori tensioni all’interno di un team che, seppur piccolo, ha tante aspettative e noi tutti vogliamo fare del nostro meglio. Tutti noi stiamo migliorando ed è quello che vogliamo fare fino alla fine dell’anno. Il mio obiettivo è sempre lo stesso, fare del mio meglio in pista, ma allo stesso tempo portare tranquillità all’interno del team e creare le condizioni migliori per lavorare bene.


“Io sono arrivato in formula 1 senza l’aiuto di nessuno, non ho un nome importante dietro e non ho un grande sponsor”

Doveva essere il tuo anno, ma il destino ha voluto renderti le cose più difficili. Il Covid, che ha fatto posticipare l’inizio del campionato, ha rotto un po’ gli equilibri che si erano creati nella scorsa stagione. I tempi lunghi di attesa e poi l’organizzazione di un campionato anomalo e compatto, fino ad oggi avete corso 9 gare in 11 settimane. Quanto pesa tutto questo a livello mentale, e ovviamente fisico, tenendo conto soprattutto che in questo contesto devi lottare per il rinnovo del contratto per il prossimo anno.

Sicuramente è una stagione diversa e allo stesso tempo, come hai detto, difficile. Fare così tante gare in così poco tempo sicuramente non è facile sia a livello mentale che fisico, ma per noi politi alla fine non è neanche malissimo. La domenica torniamo a casa ed essendo quasi tutte gare europee i voli non durano neanche molto. Chiaramente i week end di gara mentalmente sono sempre molto impegnativi, dal giovedì alla domenica c’è tanto stress, però è stato sicuramente più difficile per i meccanici e gli ingegneri che dal lunedì alla domenica lavorano senza sosta, per poi spostarsi subito in un altro circuito. Purtroppo questa stagione è andata così. Fortunatamente adesso si torna un po’ alla normalità, dopo il GP di Russia ci fermeremo nuovamente e fino a fine campionato avremo solo un altro tris di gare consecutive, ma sarà lo sprint finale. Adesso onestamente, rispetto alla prima parte, sarà tutto un po’ più tranquillo.

Ritieni ancora che una serie di buone prestazioni possano portarti alla riconferma in Alfa Romeo Racing ORLEN per il prossimo anno o credi che possano esserci altre strade percorribili?

Io sono arrivato in formula 1 senza l’aiuto di nessuno, non ho un nome importante dietro e non ho un grande sponsor, se sono qui è solo grazie ai miei sacrifici e al mio talento, quindi devo solo continuare a fare quello che ho sempre fatto in carriera, ho sempre dato più del 100% ed è quello che sto facendo ancora. Sicuramente poi la Formula 1 è un mondo particolare, ma sono sicuro che continuando a fare quello che sto facendo non avrò problemi. Alla fine sono fortunato ad avere un buon riferimento come Kimi Raikkonen, che è un campione del mondo e un pilota con tanta esperienza con ancora tanta voglia di fare bene, quindi il fatto di essere vicino a lui e in alcuni momenti essere d’avanti rende tutto più facile per rimanere in questo mondo anche il prossimo anno.

Il tuo più grande sponsor in Formula 1 forse è proprio la Ferrari, hai avuto modo di parlare con Mattia Binotto del tuo futuro o ritieni che sia ancora troppo presto?

Non ho ancora parlato, come detto io sono un pilota Ferrari, ma siamo ancora a metà stagione. Il problema di questa stagione è che è iniziata un po’ più tardi quindi i tempi sono un po’ diversi, ma tra un po’ ci sarà modo di parlare e di capire cosa si farà il prossimo anno. Però ripeto, per me l’obiettivo è continuare a fare quello che sto facendo e poi sarà più facile quando si parlerà del mio futuro.

Passando al week end in Russia, il circuito di Sochi ha un primo tratto veloce e un 3° settore con tante curve lente, anche di 90°, cosa ci dobbiamo aspettare dall’Alfa in un circuito dove sicuramene anche le Ferrari avranno problemi?

Ormai sappiamo che questa è una stagione di sofferenza, per noi sarà difficile in tutte le piste. Dobbiamo essere realistici in questo momento, l’unico modo per andare a punti è avere gare caotiche come in Austria o al Mugello. Noi dobbiamo essere bravi a farci trovare al posto giusto nel momento giusto per poter sfruttare tutte le occasioni. Anche qui, quindi, se sarà una gara normale con poche Safety Car e con pochi contatti sarà molto difficile andare a punti, detto questo non dobbiamo mollare e continuare a crederci. Sarà importantissimo puntare ad una buona qualifica e fare un buon primo giro per prendere posizioni importanti e poi fare il massimo.

Tra le 8 gare rimanenti, qual è il circuito che stai aspettando con maggiore interesse.

Ci sarà un’altra gara in Italia. Imola è un circuito storico e molto bello. Sarà un week end diverso perché ci sarà una solo sessione di prove e poi si andrà direttamente in qualifica. Si, Imola è una di quelle piste che aspetto con più interesse, ma ci sarà occasione anche di conoscere nuove piste coma Istanbul e Portimão. È ancora un fine stagione molto particolare con piste nuove dove i team  non hanno ancora molti dati e la maggior parte dei piloti non conosce bene il circuito. Sicuramente Imola è il circuito che aspetto con più ansia.

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