Coronavirus, ieri sera firmato il nuovo DPCM. Tutti i dettagli

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Nella serata di ieri il premier Giuseppe Conte ha firmato un nuovo DPCM, solo dopo pochi giorni dall’ultimo decreto, firmato lo scorso 13 ottobre: troppo veloce l’aumento dei contagi giornalieri, che nel giro di una settimana sono praticamente raddoppiati passando dai 5456 dell’11 ottobre agli 11.705 di ieri. Le nuove misure urgenti di contenimento riguarderanno soprattutto gli assembramenti, visto che potrà essere disposta la chiusura dopo le ore 21:00 di strade o piazze nei centri urbani, fatto salvo l’accesso a esercizi commerciali e abitazioni. In un primo momento era emerso che questo potere spettasse ai sindaci ma nel documento definitivo caricato sul sito del Governo non c’è traccia di questo esplicito riferimento. Il Viminale ha infatti precisato in queste ore che “Col nuovo Dpcm lo Stato non abbandona i Comuni né li investe di responsabilità improprie: i primi cittadini, che sono autorità sanitarie locali, saranno ovviamente supportati in tutto dai Prefetti, negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico. Ed è proprio con i Prefetti e nei Comitati Provinciali che si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui risultasse necessario, opportuno e possibile chiudere al pubblico strade o piazze”.

Parlando invece di sport sono consentiti solo quelli individuali e di squadra a livello nazionale e internazionale (fermati invece i dilettanti), con la capienza massima degli impianti ferma a 1000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse. Sorvegliate speciali saranno invece le palestre e le piscine, che resteranno sotto controllo per questa settimana e col premier che ha già ieri sera durante la conferenza stampa ha “promesso” la chiusura nel caso di mancato rispetto delle norme anti-Covid. Sono inoltre state vietate le sagre e le fiere, sospendendo inoltre convegni e congressi, che potranno svolgersi solo a distanza.

Salva in questo tornante è invece la scuola, con l’attività didattica di infanzia e primo ciclo che continuerà a svolgersi in presenza. Superiori e università invece spingeranno su didattica digitale (che sarà complementare alle lezioni in presenza) e modulazione degli orari di ingresso e uscita, con la possibilità di fare dei turni di lezione pomeridiani.

Altro punto piuttosto dibattuto riguarda i servizi di ristorazione, che potranno svolgersi dalle 5:00 alle 24:00 in caso di asporto e servizio al tavolo (limitato a 6 persone al massimo), mentre in caso di servizio non al tavolo l’attività è consentita fino alle 18:00. Nessun limite invece per la consegna a domicilio, che potrà essere svolta senza limiti orari. Dalle prescrizioni restano escluse le attività nelle aree di servizio e lungo le autostrade.


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