Mirall, finalista di Area Sanremo con Padre Nostro

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Cultura


*di Vincenzo Salamina e Domenico Carriero

Greta Ciurlante, in arte Mirall, Toscana, tra gli 8 finalisti di Area Sanremo. Il 17 dicembre sapremo se sarà tra i 2 vincitori del concorso per arrivare sul Palco di Sanremo 2021. E’ già vincitrice del premio TIM come miglior videoclip con il brano “Padre Nostro”, preghiera laica contro il decadimento moderno.

Sei tra gli 8 Finalisti di Area Sanremo 2020 con “Padre Nostro”: che esperienza è stata il percorso che ti ha portato in finale?

E’ stata una esperienza unica, ho vissuto delle emozioni nuove. Sono molto contenta perché non mi aspettavo di finire tra gli 8 finalisti, dato che siamo partiti in 450! Ringrazio Area Sanremo [concorso che porterà 2 artisti nelle Nuove Proposte di Sanremo 2021] che ci ha dato l’opportunità di esibirci in questo periodo particolare, cosa che non era affatto scontata.

Di cosa parla “Padre Nostro”?

“Padre Nostro” è una preghiera laica, una preghiera per tutti, religiosi e non, e nasce dalla necessità di non assuefarsi alla violenza e alle barbiere dei nostri giorni. Ci sono dei valori umani e universali come l’amore, il rispetto verso il prossimo che non hanno colore, religione, bandiera. Negli ultimi anni questi valori si stanno sfaldando e noi rischiamo di abituarci alla violenza, che è madre e figlia di un grande decadimento culturale.

Di fronte a tutto questo invochi appunto questa preghiera laica che termina con la parola Canto…

Il canto è l’unico strumento col quale posso esprimermi, e quindi canto. La canzone vuole dare un messaggio positivo, invitare all’umanità, ad essere più umani, a comprendere di più e a giudicare di meno, all’empatia e a riacquistare i valori universali che stiamo perdendo.

Ad Area Sanremo un premio l’hai già vinto, ossia il Premio TIM per il miglior videoclip selezionato tra i 63 finalisti. Parliamo di questo video così particolare in termine di ambientazione.

Il Premio Tim come miglior videoclip è stata una bellissima gratificazione: io e il mio team cerchiamo sempre di essere minuziosi e perfezionisti nei video, non lasciando niente al caso. Siamo molto attenti a collegare il concetto del brano con le immagini e per questo c’è stata una ricerca di costumi e di colori. Il video è stato ambientato a Villa Rossi a Lucca, una dimora storica con degli affreschi unici: è stato un bel privilegio accedere a quelle stanze. E’ stato tutto girato nella stessa location perché non avevamo grosse possibilità di spostarci a causa del lockdown. Il video è stato scritto da me, la mia coautrice Paola Capone e da Paolo Marchetti.

Nel video vediamo 4 travestimenti di Mirall, uno dei quali da aliena…

L’aliena è forse il personaggio fulcro della storia, sembra un avatar. Per questo ringraziamo Erica Razzi che è una straordinaria make up artist. Questo personaggio che interpreto rappresenta l’alienazione delle persone, la disumanizzazione di questa società, la perdizione a cui stiamo andando incontro tanto da non riconoscere più la cultura, la bellezza. E la scena nella quale l’aliena si stupisce davanti alle splendide pitture della location è un chiaro riferimento a questo messaggio. C’è bisogno di tornare ad accorgersi della bellezza.

Da dove trae origine questo particolare nome d’arte, Mirall?

Greta è il mio nome di battesimo, Mirall è la parte più eccentrica di Greta: Mirall e Greta coesistono. Mirall significa specchio in lingua catalana. Mi piace l’idea di uno specchio su cui le persone si possano riflettere. Però mi piace a mia volta essere io lo specchio e prendere la forma delle cose che vedo e vivo: da qui la voglia travestirmi ed entrare nei panni di diversi personaggi. Inoltre c’è anche un riferimento paterno perché mio padre è stato per tanti anni un componente del trio Gli Specchio [celebre gruppo comico deli anni ’80-‘90 che ha partecipato a molti varietà di Antonello Falqui].

Arrivi a “Padre Nostro” dopo il tuo brano estivo IL PRIMO DELLA LISTA, brano accattivante e divertente…

E’ un brano leggero ed ironico che parla dei rapporti intricati del giorno d’oggi, dove c’è paura di lasciarsi andare. Paura di dare un nome alle cose, o semplicemente paura seguire il flusso della corrente senza remore.  

Ci sono diverse citazioni all’interno del testo…

A Tony Renis, rappresentato scherzosamente su un gonfiabile, e al suo “quando quando” ma anche a Leopardi nel “naufragar in questo mare”, a Marlon Brando che è il vero primo della lista (o chissa?) e a Ghali e al suo “bla bla” che mi scrivo anche sul viso nel video.

Il video de IL PRIMO DELLA LISTA è particolare: molto colorato e con un ospite d’eccezione…

Io sono molto attenta all’estetica dei colori, mi piacciono molto. Grazie ad essi si possono trasmettere sfaccettature ed emozioni diverse. Nel video compare anche mio padre che fa un cameo di se stesso riproponendo la sua storica mise, il suo vestito di scena d’epoca.

Le tue canzoni si vestono spesso di ironia e leggerezza: ciò è puramente specchio della tua personalità o anche una scelta artistica?

Assolutamente specchio della mia personalità, io sono molto autoironica, quasi ridondante da quanto lo sono! Mi piace non prendermi troppo sul serio. In realtà nascondo un lato fragile e molto vulnerabile e l’ironia è lo strumento che uso per “esorcizzarlo”.

Hai un percorso artistico interessante alle spalle, fatto di collaborazioni e jazz. Come sei arrivata alla svolta pop?

Io sono nata con un grandissimo amore per la musica blues e il soul: Whitney Houston è stata il mio idolo da bambina, l’ho studiata molto. Ho avuto la grande fortuna di avere un padre pianista e quindi ho iniziato a suonare nei locali da quando avevo 15 anni. A 19 anni ho scoperto il jazz, che ho studiato, e di lì a poco ho avuto il grandissimo privilegio di collaborare con musicisti straordinari della scena toscana e nazionale con i quali ho fatto anche un disco, Mirall Circles (2018). Poi ho partecipato a molti festival, ho fatto molti live: come interprete mi piaceva moltissimo fare concerti ma come autrice mi mancava sempre qualcosa. Ho lavorato anche con i White Orcs, una band funk di 16 elementi pazzeschi, con i quali ho avuto l’onore di duettare con Tony Momrelle degli Incognito. Sono esperienze uniche di cui sono estremamente grata, ed il bello della vita è proprio il suo movimento, la sua evoluzione.  Sentivo che mancava sempre qualcosa nella mia scrittura: qualcosa che abbracciasse a pieno tutto il mio bagaglio musicale, che in realtà è molto eterogeneo. Da qui ho iniziato a scrivere in italiano e ho cercato di avvicinarmi al pop, perché sono molto affascinata dalla sua immediatezza.

Hai collaborato anche con Massimiliano Pani, figlio di Mina. Raccontaci questa esperienza, che immagino abbia lasciato il segno.

E’ stata una bellissima esperienza. Abbiamo fatto un concerto in teatro a Sinalunga, diretto e presentato da Massimiliano Pani. Ripercorrevamo la storia della musica italiana, rifacendo brani che aveva cantato Mina stessa, dai canti gregoriani, fino ad arrivare ai brani pop moderni, ad esempio di Tiziano Ferro. Sono stata accompagnata al pianoforte da Ugo Bongianni, arrangiatore di Mina, mio amico, con il quale avevo già lavorato. Per me è stato un grande privilegio lavorare con Massimiliano e con Ugo.

Ti vedremo presto in Puglia? I lettori di Valle d’Itria News avranno piacere a conoscerti dal vivo.

Speriamo si possa tornare ai live al più presto, e non mancherà la Puglia, regione che amo per il suo mare e i suoi borghi. Un saluto ai lettori di Valle d’Itria News.

*Vincenzo Salamina e Domenico Carriero sono appassionati di musica e conducono un programma su Youtube chiamato Music Challenge (che potete seguire qui). Con ValleditriaNews condividono amichevolmente le interviste a musicisti e artisti noti o meno della scena musicale italiana.

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