GIULIA, “Prescindere da te” il suo nuovo brano

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Cultura


*di Vincenzo Salamina e Domenico Carriero

Giulia Luzi, cantante, doppiatrice, attrice, conduttrice radiofonica: la versatilità di un’artista a tutto tondo. Dopo il tormentone estivo Mon Amour, il cui video è stato visionato da quasi due milioni di persone, torna con un brano che incoraggia ad essere pienamente consapevoli all’interno di una relazione. E discograficamente è Giulia.

Perché questo cambio di nome da Giulia Luzi a Giulia?

Io sono Giulia Luzi e porto avanti più percorsi artistici, dato che sono amante dell’arte a trecentosessanta gradi. Per quanto riguarda la mia parentesi discografica, pur volendo una diversificazione nell’identificazione che non prevedesse un nome d’arte, ho tenuto soltanto Giulia, in stampatello. Così mi riconoscerete per tutti i brani che ho fatto e che farò uscire. 

Partiamo proprio dalla parentesi discografica. Il 30 ottobre scorso è uscito il tuo nuovo singolo “Prescindere da te”. Di cosa tratta questa nuova canzone?

E’ un brano che lancia un messaggio per il quale mi piace fare da portavoce, dato che sono seguita da tante donne, giovani e meno giovani. Tante volte mi sono resa conto che, parlando con chi mi segue, dal vivo e sui social, c’erano storie di ragazze che all’interno di una relazione erano la parte più debole, che non riuscivano a prendere una posizione, a prendere una decisione; stavano un passino indietro, si accontentavano e si abituavano a una situazione che le rendeva felice così. Con “Prescindere da te” ho colto l’occasione per esortarle a non voler più prescindere da quello che la relazione ci sta dando. E’ il non voler più far finta che non esista un problema, è l’esserne consapevole e decidere di continuare da sole. Spesso si rimane in una relazione per paura di restare sole e questo deriva da una insicurezza di fondo mentre tutti noi dobbiamo prima stare bene con noi stessi; solo in quel modo trasmetteremo quella voglia di farci amare perché, se non siamo i primi noi che ci amiamo, chi deve amarci?  Il messaggio è arrivato molto forte ed è stato recepito dalla donne.

Giulia, questo brano è accompagnato da un video molto particolare in cui distruggi tutto ciò che hai intorno.

Il video è stato girato in una stanza di una casa abbandonata in Puglia scelta dal regista Mauro Russo. Il filmato inizia con me, sola nella stanza, che mi lamento dell’uomo che mi trascura; sono malinconica ma poi inizia la ribellione, inizia la trasformazione. Mi vesto da guerriera e inizio a spaccare la camera che rappresenta la relazione che voglio interrompere. Gli oggetti spaccati erano tutti veri! All’inizio ero spaventata ma poi ci ho preso gusto perché è stato veramente liberatorio. Il video si conclude con una me soddisfatta perché libera. 

L’arrangiamento del brano è molto particolare: si va dall’hip hop all’inciso melodico.

Quello che mi piace molto di questo brano è la sua modernità ma allo stesso tempo il suo essere classico, così italianamente pop. Il ritornello si apre molto con frasi più distese, mentre nella strofa il brano è più ritmato, tagliente e scadenzato. La produzione del brano è di Luca Chiaravalli, produttore che avevo già conosciuto a Sanremo nel 2017, e di Emiliano Bassi; entrambi hanno dato al brano un bel carattere non snaturandolo ma rendendolo attuale con le giuste sonorità.

GIULIA, questo brano è l’anticipazione di un progetto discografico più ampio?

In questo preciso momento no, ma la musica va avanti e ho delle idee da mettere in atto in questo 2021.

Quest’estate il tuo singolo “Mon Amour” è diventato tormentone estivo! Accompagnato da un video girato in bellissime location.

Non mi reputo una artista da tormentone, perché non mi ci sento dato che preferisco qualcosa di meno leggero e più impegnato. Quando Roberto Cardelli, il produttore, mi ha fatto sentire la base di “Mon Amour” mi sono subito resa conto del potenziale di questo brano; la sua idea era di arricchirlo con un ritornello in francese e io, di getto, in due minuti, solo per appoggiare delle parole per sentire il suono del francese, ho scritto quello che è diventato il testo in francese, coerente con il brano, giusto con frasi semplici ma dirette. Abbiamo poi valutato che quel brano avrebbe funzionato di più anche con una voce diversa dalla mia e ho pensato a Samuel Storm, che avevo conosciuto da tempo. Lui però scrive solo in inglese, però alla fine siamo rimasti soddisfatti del risultato, un bel brano in tre lingue che si sono amalgamate benissimo. Il video poi l’abbiamo girato a Catania, il mio primissimo giorno di spostamento dopo il primo lockdown, a fine giugno: le prime riprese sono state su un caicco in mezzo al mare siciliano in una giornata meravigliosa. I ballerini fanno parte del corpo di ballo del coreografo Luca Barbagallo, anch’egli siciliano, con la guest dancer Klaudia Pepa. 

Tra l’altro il video è stato finora visualizzato da quasi due milioni di persone, così come è avvenuto per “Togliamoci la voglia”, che hai cantato sul palco di Sanremo nel 2017 in duo con Reige. Che emozione è stata esibirti all’Ariston?

Quella è stata tra le emozioni più forti che abbia mai provato. Nonostante fossi molto giovane, quell’esperienza l’ho affrontata nel modo più giusto, sia perché c’era un altro artista accanto a me, con il quale condividere gioie e dolori, sia perché avevo già affrontato un palco molto importante come quello dell’Arena di Verona quattro anni prima. Il momento dell’esibizione vola, ma è tutto ciò che ruota attorno che ti toglie il fiato: la preparazione, l’intervista, l’album. Il tutto è stato un po’ stressante perché le aspettative erano alte e per una ragazza di ventitré anni non era la cosa più semplice da affrontare ma ho un carattere che mi salva e quindi sono riuscita a mantenere i nervi saldi.


Penso sia stato apprezzato molto dal pubblico un recente video che hai postato su Instagram in cui hai anticipato la tua non partecipazione al prossimo Festival di Sanremo. Hai affrontato la cosa in modo molto costruttivo.

Fa un po’ parte del mio carattere. Io nelle mie cose ci credo tanto e ci investo tanto ma non sono una persona distruttiva. Ho visto che è stato scelto un cast che va verso un tipo di musica che è diversa dalla mia; chiaro è che mi ci sarei comunque vista bene ma allo stesso tempo va bene cosi, vado avanti e faccio tante altre cose. Chiaramente mi è dispiaciuto perché il mio sogno è tornare a Sanremo e poi avevo con me un brano strepitoso. Io già da qualche giorno sapevo dell’esclusione e volevo comunicarlo personalmente ai tanti che continuavano a chiedermi se avessi partecipato al Festival.

Sei un’artista a tutto tondo: cantante, attrice, doppiatrice. Iniziamo ai primissimi degli anni 2000 quando da piccola iniziasti a fare la doppiatrice per dei cartoni animati che presumibilmente stavi guardando a quell’età!

Assolutamente sì! Questo mi è accaduto, ad esempio, con la Sirenetta quando, a sedici anni, ho avuto l’onore di interpretare il suo prequel interpretando Ariel nelle parti cantate; quella è stata l’emozione più forte perché, come per tutte le mie coetanee, seguivo tutti i cartoni Disney tra cui la Sirenetta, la cui primissima edizione è uscita nel 1994, anno in cui sono nata. Poi ho interpretavo le parti cantate di Miley Cyrus in Hannah Montana, mi sono esibita davanti a tutti i direttori americana della Walt Disney con un bel po’ di incoscienza perché non mi rendevo conto di quello che stava avvenendo [ride]. 

Poi la fiction dei Cesaroni.

La parentesi fiction è capitata totalmente per caso; non avrei mai pensato di fare l’attrice dato che ho avuto una forte passione per il canto. Ho comunque avuto modo di fare il provino in cui cercavano ragazzi molto naturali e non impostati; io fui me stessa, fu un provino divertente in cui non smettevo mai di ridere. Poi arrivò la chiamata che mi comunicava che il ruolo era mio. All’inizio ero poco più di una comparsa, ma poi il personaggio è cresciuto fino ad arrivare ad essere a tutti gli effetti una coprotagonista. Poi, per partire in tournee con Romeo e Giulietta, scelta di cui non mi sono pentita, non ho potuto più continuare con la fiction.

Che cosa ti ha lasciato il lavorare con artisti come Claudio Amendola ed Elena Sofia Ricci?

Elena la sento almeno una volta al mese; con Micol Olivieri, attrice che interpretava Alice, siamo cresciute assieme. Sono rimasti dei ricordi ben saldi perché sono quelle esperienze che ti segnano molto, ti fanno crescere molto e ti responsabilizzano molto. Stare sul set con dei grandi attori significa saper lavorare, saper stare al tuo posto, essere sveglia, attenta, rispettosa dei ruoli. In questo il doppiaggio mi aveva aiutato molto perché mi aveva fatto crescere stando a contatto con gli adulti

E poi nel 2013 sei stata la protagonista Giulietta nel musical “Romeo e Giulietta” prodotto da David Zard.

Abbiamo debuttato il 2 ottobre 2013 all’Arena di Verona; è stata la più forte emozione in assoluto, perché ero la protagonista, a 19 anni, in prima serata e in diretta. L’emozione si faceva sentire. Andammo poi in tournee, una esperienza massacrante e stancante ma che mi ha regalato molto in termini di emozioni. Abbiamo fatto ben cinquecento repliche, esibendoci anche ad Istanbul. All’estero l’entusiasmo era alle stelle e avere ogni sera un pubblico diverso ti dà quella carica e quella adrenalina per fare bene quel lavoro e mi sono goduta ogni singola replica.

Nel 2015 ti vediamo in TV con la partecipazione a “Tale e Quale Show”, ogni settimana ti calavi nei panni di un cantante diverso.

“Tale e Quale” è stata l’esperienza più divertente anche se alcuni colleghi, che vi avevano già partecipato, mi spaventavano dicendomi che sarebbe stato molto stancante; invece mi sono divertita, alla stanchezza ci ero abituata, venendo da tre repliche al giorno a teatro. Mi ha colpito molto il clima familiare e divertente: Carlo Conti è un ottimo padrone di casa, una casa in cui si respirava un’aria di festa continua. Non è facile immedesimarsi nei personaggi proposti ma lì ci sono dei coach favolosi come Maria Grazia Fontana e Manuela Aureli per la parte interpretativa; mi sono anche preparata tanto a casa, guardando i video e cercando le sfumature e i particolari dei personaggi da interpretare. 

Per non farci mancare niente, Giulia, conduci anche una trasmissione radiofonica, “Su Per Giu…lia” su Radio Italia anni ’60, ogni martedì alle 19.

Nel 2020 è arrivato questo regalo inaspettato da una radio storica nel nostro Paese. “Su Per Giu…Lia” crescerà ancora di più. Da quest’anno passiamo da un’ora a 2 ore a settimana e dedicherò ogni puntata ad un artista della musica italiana, con un ospite in studio, che potrà essere l’artista stesso o un personaggio a lui legato. E’ un programma che sta crescendo; sono felicissima perché ho pensato io alla stesura, alla ideazione. Tutto ciò che riguarda questo programma è frutto del mio lavoro, delle mie idee, e sono felice che stia avendo un buon riscontro di pubblico. Inoltre durante la trasmissione ho modo di cantare essendoci una tastiera e un musicista fissi; cantare dal vivo è una cosa che mi manca e quelle due ore di trasmissione sono per me ore di sfogo, come se fossi in un mondo parallelo.

Dovremmo dire allora “Super Giulia” alla luce di tutte le capacità artistiche di cui abbiamo parlato in questa intervista. Pensiamo che il futuro non potrà che essere roseo per te.

Grazie, è stato molto bello chiacchierare con voi. Un saluto a tutti i lettori di Valle d’Itria News.

*Vincenzo Salamina e Domenico Carriero sono appassionati di musica e conducono un programma su Youtube chiamato Music Challenge (che potete seguire qui). Con ValleditriaNews condividono amichevolmente le interviste a musicisti e artisti noti o meno della scena musicale italiana.

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