Overture, da Alessandria un crossover di influenze musicali

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Cultura


*di Vincenzo Salamina e Domenico Carriero

Il 26 novembre è uscito il nuovo singolo “Sono come non pensavi tu”. Il gruppo è formato da Davide Boveri (classe ’97, Voce), Jacopo Cipolla (classe ’02, Basso), Andrea Barbera (classe ’97, Chitarra e Tastiere) e Giacomo Pisani (classe ’01, Batteria e Percussioni). Abbiamo intervistato Jacopo

Jacopo, come nasce il nome Overture?

Il termine Overture lo abbiamo preso dal mondo della lirica dato che è il primo brano che si esegue prima dell’inizio dell’opera lirica, ma ne abbiamo dato un senso più moderno. Anche nel vestirci stiamo cercando di darci una connotazione classica. Inoltre la scelta su questo nome è stata confermata anche dai nostri amici quando abbiamo fatto il nostro primo live acustico a casa del chitarrista Andrea: un centinaio di persone invitate hanno iniziato ad acclamarci al coro di “Overture-Overture”. Come gruppo siamo nati circa 2 anni fa: Andrea e Davide si conoscevano già; io sono entrato nella formazione in quanto conoscevo il cugino di Andrea. Giacomo, anche se genovese, frequenta con me il liceo musicale ad Alessandria. 

Chi erano gli overture prima degli Overture?

Io studio e ho fatto conservatorio, già suonavo da piccolo e ho fatto concerti con la scuola. Trovo che questo mi abbia aiutato tanto: ad esempio ad ottobre abbiamo fatto un live con la band e non ho avuto problemi ad esibirmi davanti alle persone, così come Giacomo. Andrea, finite le superiori, è andato a Tenerife dove gli si è musicalmente sbloccato qualcosa, è uscita fuori la voglia di suonare prendendo la chitarra in mano. Quando è tornato ha lanciato il gruppo con Davide, che aveva scritto qualcosa alle superiori ma dopo le scuole ha iniziato a tirare fuori qualcosa.

 Il 26 novembre è uscito il nuovo singolo “Sono come non pensavi tu”. Parlaci di questo brano.

Questo brano è stato scritto da Davide durante il primo lockdown. Era un pomeriggio e gli è venuta in mente una vecchia storia d’amore che ha voluto mettere su carta. Il brano parla di come l’amare tanto una persona non ti permetta di conoscerla veramente subito. Si è trattata quindi di una ispirazione autobiografica di Davide che tocca un tema che può coinvolgere tutti, anche in altri ambiti, come l’amicizia.

Dove vi collocate musicalmente?

Essendo in quattro, nella nostra musica sono confluite quattro ispirazioni diverse. Ascoltiamo il rap, il Rhythm and Blues e anche il rock. Stiamo cercando ora di focalizzare due tre generi all’interno del nostro stile e non aggiungerne altri.

Nel vostro percorso artistico c’è anche il Primo Maggio Next e X- Factor.

L’esperienza del Primo maggio è stata particolare in quanto abbiamo fatto tutto online, essendoci il lockdown, ma siamo stati contenti perché, dopo aver fatto le selezioni, siamo arrivati finalisti. X-Factor è stato il passaggio successivo: non siamo andati avanti in quanto, come ci hanno indicato i giudici, non c’era ancora abbastanza coesione nel suonare assieme, quella coesione in cui guardandoti capisci al volo cosa fare. E’ qualcosa che stiamo coltivando e stiamo migliorando. Andavamo comunque a X Factor non per vincere ma per fare esperienza. Come nei film siamo andati a Roma in macchina, carichissimi. Dentro Cinecittà, dove sono gli studi, abbiamo scoperto un meccanismo gigantesco, il backstage, i tecnici: ti fanno girare dei video intervista, abbiamo fatto il sound-check e poi, il giorno dopo, la registrazione della puntata. Abbiamo suonato e non ci sono stati errori; i giudici comunque hanno evidenziato le nostre problematiche che abbiamo accettato. E’ stata come una mazzata che è però servita.

Non è facile essere un gruppo emergente durante il lockdown. Come si costruisce in questo contesto l’identità di gruppo?

Questo momento non è facile perché dovremmo vederci più spesso per suonare e provare. Adesso cerchiamo di vederci con le dovute precauzioni, focalizzandoci su quello che serve nel pratico. Ad esempio adesso stiamo cercando di chiudere il prossimo singolo, di cui non posso anticiparvi niente, andando a registrare. La musica emergente vive di live, abbiamo bisogno di ritornare sul palco, le sale prove sono chiuse e quindi suoniamo nella mia casa in campagna. 

Il 2020 è stato per gli Overture un anno importante perché è uscito il vostro primo EP, “Galérie”.

L’EP contiene sei pezzi e l’abbiamo chiamato “Galérie” perché volevamo dare la sensazione di essere in un museo in cui accompagnare il visitatore nell’ascolto. Infatti in copertina c’è proprio la piantina di un museo. 

“Come godo se” è una canzone scritta da Davide quando era arrabbiato [ride]! Questo brano è uno dei primi, nato anche prima che io entrassi nella band. All’inizio era più rock e metal, ma man mano l’abbiamo molto modernizzato con un basso registrato in acustico e il basso synth. “Santorini” l’abbiamo scritta da Giacomo a Genova, ove ci sono venute in mente le cartoline delle case bianche in Grecia. “Fiume in piena”, anche se era già uscito come singolo, lo abbiamo inserito perché è un pezzo veramente forte. Oltre a “Miele” c’è anche “Italiano medio”, in cui parliamo delle caratteristiche che ha l’italiano, con tutti i suoi pregi e difetti. Poi c’è “Vesto di nero” che è stata accompagnata da un video particolare, in cui mischiamo parti più scure, come la giocata a poker, a parti meno allegre, come io che scoppio il palloncino in un compleanno triste, il mio 18-esimo passato in lockdown, a parte esilaranti, come le nostre movenze da cabaret che vogliamo portare nel live facendo divertire il pubblico. Nella parte finale del video c’è il funerale di Giacomo che pensiamo sia morto ma che ricompare portandosi via in una sacca i nostri vestiti lasciandoci nudi. 

Spesso non ci rendiamo conto del lavoro che c’è dietro una canzone. Quali sono per voi ragazzi i sacrifici e le difficoltà che si vivono nel fare questo lavoro?

Personalmente, essendo diciottenne ora capisco delle cose in più che due anni fa non capivo. Devo dire che è dura farcela nel mondo della musica ma, se ci si crede, niente è impossibile. Ad esempio essere aperti a tutte le tecnologie è importante anche per un musicista: saper utilizzare il computer, sapersi registrare da soli buttando delle idee sul pc, scambiarsi le composizioni su whatsapp o via mail aiuta tanto.

Grazie Jacopo e un grande in bocca al lupo agli Overture per il vostro percorso artistico: il grande pubblico non tarderà ad accorgersi del vostro talento.

Grazie a voi e un saluto ai lettori di Valle d’Itria News.

*Vincenzo Salamina e Domenico Carriero sono appassionati di musica e conducono un programma su Youtube chiamato Music Challenge (che potete seguire qui). Con ValleditriaNews condividono amichevolmente le interviste a musicisti e artisti noti o meno della scena musicale italiana.


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