Omicidio Nacci, in manette due cegliesi: padre e figlio

/ Autore:

Società


Alle prime luci dell’alba del 26 gennaio 2021, in Ceglie Messapica (BR), i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni (BR), collaborati nella fase esecutiva da personale del Comando Provinciale di Brindisi e dai Carabinieri del Nucleo Cinofili di Modugno (BA), hanno dato esecuzione all’Ordinanza n. 5664/2020 RGNR e 147/2020 RG GIP, applicativa della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di 2 soggetti, residenti in quel Comune.

In particolare, l’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Brindisi, accogliendo pienamente l’impianto accusatorio formulato nella richiesta di misura depositata dal pubblico ministero, ha emesso il provvedimento cautelare nei confronti di:

G.V., nato a Mesagne (BR) il 18.6.1981 e residente a Ceglie Messapica, in via Comandante Gulli n. 29, divorziato, censurato, disoccupato;

C.V., nato a San Daniele del Friuli (UD), il 4.6.2001, residente a Ceglie Messapica, via Comandante Gulli n. 29.

Il reato contestato a entrambi è l’omicidio aggravato in concorso, ex artt. 110, 575 e 61 n. 5 c.p.  “perché in concorso tra loro […] bloccandola alle spalle e facendola cadere e sbattere anche con la testa per terra, Vacca Christian, attingendola con un martello da carpentiere […] e con calci e pugni che le procuravano evidenti ecchimosi ed ematomi sul torace, sull’addome e sul fianco sinistro, profittando delle circostanze di tempo e di persona tali da ostacolare la privata difesa (giacché agivano in ora notturna), cagionavano la morte di NACCI Sonia, ripetutamente colpendola in modo selvaggio, così determinando anche un traumatismo della milza con ferita aperta, la cui asportazione, non evitava il decesso […]”.

L’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi e condotta dai militari del N.O.R. della Compagnia di San Vito dei Normanni (BR), supportati dai colleghi della Stazione di Ceglie Messapica e dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi per le operazioni di sopralluogo e repertamento, è scaturita da quanto accaduto a NACCI Sonia, 43enne madre di un minore, residente a Ceglie Messapica, deceduta presso l’ospedale di Taranto dopo essere stata selvaggiamente picchiata nella notte tra il 21 e il 22 dicembre scorso.

In particolare, il 22 dicembre 2020, alle ore 2:30 circa, a Ceglie Messapica, personale del locale 118 contattato dal figlio convivente della donna, è intervenuto presso l’abitazione di Nacci Sonia, poiché la stessa lamentava fortissimi dolori addominali e mal di testa.

Quando il medico è giunto sul posto, la Nacci è riuscita a riferire di aver subìto un’aggressione fisica, in strada, da parte di alcuni soggetti sconosciuti ed è stata dunque trasportata presso l’Ospedale di Francavilla Fontana, per ricevere le cure del caso.

Considerate le condizioni critiche in cui è giunta presso la struttura ospedaliera, la donna è stata immediatamente trasportata in sala operatoria dove –a causa di una importante emorragia interna dovuta alle percosse subìte– le è stata asportata la milza nel tentativo di salvarle la vita. Successivamente trasportata presso l’ospedale di Taranto per ricevere cure più adeguate anche in ragione di altre patologie di cui la stessa soffriva, è tuttavia deceduta nel pomeriggio della stessa giornata per “shock traumatico a larga componente emorragica”.

A seguito delle attività investigative coordinate dalla Procura di Brindisi, è stato possibile:

  • appurare subito che la dichiarata mancanza di conoscenza dei suoi aggressori da parte della vittima non rispondeva al vero;     
  • raccogliere elementi di prova nei confronti degli indagati;
  • riscontrare quanto emerso nel corso delle indagini anche relativamente alle dichiarazioni fornite agli inquirenti da soggetti informati sui fatti;
  • ricostruire la dinamica e il movente da cui emerge che la Nacci, volendo acquistare altro stupefacente nonostante verosimili debiti pregressi non saldati, nella serata del 22 dicembre ha avuto una lite telefonica con la moglie di G.V. e si è diretta a piedi presso la loro abitazione, nella speranza di ottenere comunque altre dosi.

Una volta giunta presso l’abitazione dei V., sarebbe scaturita una lite tra le donne, alla quale si sarebbero poi uniti gli indagati.

Da questo, la volontà di “darle una lezione” da parte di G.V. e C.V., bloccandola da dietro e poi picchiandola con una “mazzetta” in ferro utilizzata da G.V. per alcuni lavori di ristrutturazione che lo stesso stava effettuando presso un’abitazione ubicata di fronte, e con calci e pugni così violenti e tutti diretti al fianco sinistro della vittima da cagionare lesioni mortali.

Nel corso dell’attività d’indagine e a seguito delle odierne operazioni di polizia giudiziaria, i militari hanno sequestrato

 i cellulari dei due indagati, da cui emerge anche l’attività di spaccio di stupefacenti;

 la mazzetta verosimilmente utilizzata per sferrare il colpo mortale alla donna, giacché il medico legale incaricato di eseguire l’autopsia disposta dall’Autorità giudiziaria ha riscontrato che la sua superficie battente, al contrario di quelle di altri due analoghi strumenti di lavoro pure trovati nella diretta disponibilità degli indagati, è perfettamente compatibile con una delle impronte lasciate sul corpo della vittima;

 più quantità di sostanza stupefacente a coloro i quali sembrano essere stati, come NACCI Sonia, “clienti” continuativi dei due indagati

(foto di repertorio)

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?