Puglia arancione, anzi no. Nella serata di ieri si è consumato il pasticcio tutto pugliese sulla comunicazione dei dati relativi alle terapie intensive, pasticcio che aveva portato venerdì Ministero della Salute e ISS a tenere la regione in zona arancione nonostante il presidente Emiliano avesse preannunciato qualche giorno prima il passaggio in giallo.
La spiegazione è semplice: i tecnici regionali hanno inviato un report con 100 posti di terapia intensiva liberi in meno e che avevano portato la Puglia ad avere quindi il 37% di posti occupati in TI, dato superiore alla soglia critica del 30%. Accortisi dell’errore, è quindi partita da Bari la richiesta di revisione del provvedimento, accolto nella giornata di ieri. Un errore dell’assessorato alla Sanità che ha subito scatenato l’ira del centrodestra con tanto di accuse di negligenza nei confronti dell’assessore Pierluigi Lopalco, per il quale sono state richieste le dimissioni.
L’assessore ha rimandato al mittente le accuse, replicando che “si è trattato di una discussione molto tecnica. Abbiamo fatto capire al ministero che quei posti erano attivabili in qualsiasi momento. Quanto al trend, il ministero registrava un aumento dei casi del 2 per cento. Noi abbiamo invece fatto notare che quell’aumento settimanale non incideva sul trend mensile che invece è in discesa”.
Ricordiamo che in zona gialla bar e ristoranti potranno riaprire il servizio al tavolo fino alle ore 18:00 e gli spostamenti in Regione tornano a essere possibili senza autocertificazione. Resta sempre attivo il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00 del giorno successivo.

Lascia un commento