Dopo i trulli di Alberobello, un’altra eccellenza pugliese è candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Dopo la proposta del consigliere Cataldo Rodio, il biscotto cegliese ha infatti ricevuto il via libera dal consiglio comunale per intraprendere l’iter presso la Regione. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: il riconoscimento del famoso dolcetto di pasta di mandorle e marmellata come bene di interesse mondiale. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale il sindaco Palmisano si è infatti impegnato affinchè ci sia l’attribuzione del marchio di denominazione comunale, anteprima di un altro obiettivo: quello legato alla denominazione di origine protetta Dop, riconoscimento conferito dall’UE agli alimenti le cui peculiarità sono strettamente collegate al territorio di origine e produzione.
Come dicevamo il progetto è certamente ambizioso, così come dichiarato dallo stesso Rodio: “Ho proposto questa mozione urgente per impegnare il sindaco ad attivarsi affinché la Regione Puglia avvii le procedure per l’inserimento del biscotto cegliese nel patrimonio culturale immateriale dell’Unesco… (il biscotto cegliese) è conosciuto come dolce della tradizione gastronomica cegliese ed è una risorsa del territorio che dev’essere valorizzata al più presto possibile, anche per restituire all’agricoltura locale un respiro di sollievo perché trascurata negli ultimi tempi”.
Positiva infine la risposta del primo cittadino cegliese che ha commentato così: “Noi abbiamo già predisposto un regolamento per la valorizzazione dei prodotti locali cegliesi, cercando di istituire un marchio di denominazione comunale De.C.o., che avranno un regolamento e un canovaccio su cui incardinare prodotti e caratteristiche per ottenere questo marchio. Da lì, bisognerà tirare le fila sia rispetto il presidio Slow food e sia per una denominazione Dop e poi l’inserimento nel patrimonio Unesco”.

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