Martina, Polignano e Grottaglie in unico progetto turistico, grazie a Horeca

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Economia, Società


Sarà presentato lunedì mattina, alle 10.00, a Palazzo Ducale, il progetto turistico che metterà insieme i comuni di Martina Franca, di Polignano a Mare e di Grottaglie, grazie alla volontà di creare un percorso comune e alla capacità organizzativa delle associazioni dei ristoratori dei tre comuni: l’Associazione dei Ristoratori di Polignano a Mare, l’Associazione Horeca Martina Franca e l’Associazione Horeca Grottaglie. Da loro, infatti, parte la l’idea di utilizzare l’enogastronomia come vettore per la conoscenza dei territori e delle tipicità locali, creando un percorso che mette insieme il cibo e i prodotti tipici, la cultura e anche il buon lavoro.

Scrive l’organizzazione: «Siamo certi che i benefici ci saranno anche per le attività non direttamente interessate al settore della ristorazione. Oltre alle rappresentanze delle tre amministrazioni coinvolte, fra cui il sindaco di Martina Franca Franco Ancona e l’assessore alle Attività Produttive Bruno Maggi, saranno presenti, l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia, Beatrice Lucarella per Confindustria, Daniele del Genio per Cna-Federmoda, Pino Caramia per Slow Food, Pietro Liuzzi per Confesercenti, Roberto Massa per Confcommercio, Franco Bruni per CIA Federagricoltura, Gianfranco Solazzo per la CISL, Giancarlo Turi per la UIL e Giovanni D’Arcangelo per la Cgil.

Il motivo del coinvolgimento delle sigle sindacali e del mondo dell’impresa riguarda la possibilità, secondo gli organizzatori, che un percorso del genere possa portare benefici a tutti i comparti produttivi e anche ai lavoratori. Inoltre è evidente come c’è il tentativo di pacificare le parti, attraverso questo progetto turistico, in un momento in cui è alta la tensione tra lavoratori del mondo dei pubblici esercizi e gli esercenti, i quali trovano sempre più difficoltà a reperire lavoratori per la stagione estiva, preferendo questi ultimi, secondo la vulgata, il reddito di cittadinanza. Evidentemente alla base c’è un’abitudine alla scarsa valorizzazione del lavoro in sé e la difficoltà di crescita, senza contare che i lavoratori senza contratto hanno scoperto tutta la loro vulnerabilità durante la pandemia, quando sono rimasti a casa senza ammortizzatori sociali e senza reddito.
Il percorso comune delle tre associazioni di ristoratori arriva dopo che il lockdown di marzo 2020 ha favorito la messa in relazione delle imprese del mondo dei pubblici esercizi.

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