A Locorotondo insulti razzisti a ciclista. Il sindaco si scusa

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Cronaca, Società


Rajesh Nair è un fotografo e ciclista di nazionalità italiana ma di origine indiana. Vive stabilmente a Cisternino e qualche giorno fa ha denunciato sui social di essere stato insultato per il colore della pelle, da un automobilista a Locorotondo. Abbiamo provato a contattarlo per farci spiegare come è andata, ma non abbiamo ancora avuto la possibilità di parlare con lui. Nel frattempo può essere utile leggere cosa scrive sul suo profilo Instagram:

“Ho vissuto tutta la mia vita adulta in Italia. Ho una famiglia, degli amici e un’intera città a cui voglio bene. Ogni anno, oltre a spendere le mie risorse guadagnate con lavoro, faccio anche ogni sforzo per contribuire positivamente alla mia comunità qui. Porto anche lavoro per i altri. Indosso con orgoglio i colori italiani in giro per il mondo. Sono un cittadino italiano. Ma non è mai abbastanza. Basta viaggiare a 10 km di distanza e devo affrontare insulti e aggressioni razziste. Come ieri a Locorotondo, un autista aggressivo e i suoi sostenitori mi hanno affrontato solo con parole razziste. Ogni giorno mi fanno ricordare il mio colore piuttosto che chi sono. Per quest’estate ne ho avuto abbastanza, domani mattina vado in Olanda”.

L’episodio, così come raccontato dalla vittima, lascia senza parole, anche perché dimostra inequivocabilmente che al di là di accattivanti scenografie, c’è una pancia nera che sopravvive e che non teme di uscire allo scoperto. L’insulto per il colore della pelle, razzista, o sessista, o per qualunque altra caratteristica che connota un essere umano che non sia altro che il proprio comportamento, lascia senza parole (pronunciabili) ma urla a gran voce la necessità di mettere mani di nuovo all’educazione, anche per adulti.

Il sindaco di Locorotondo, Antonio Bufano, prontamente porge pubbliche scuse, invitando il ciclista a rivolgersi ai carabinieri, salvo poi, non si sa per quale motivo, dare del tu alla vittima (forse si conoscono, chissà…). A leggere bene le parole di Bufano, le sue non sono proprio scuse, ma il tentativo di difendere una presunta onorabilità di Locorotondo, della sua “immagine”:

Ho appreso, nelle ultime ore, che Rajesh Nair, cittadino italiano, fotografo e ciclista, avrebbe subito un’aggressione verbale razzista nella nostra Locorotondo da parte di un automobilista e di alcuni suoi amici. Lo ha scritto egli stesso sui suoi canali social e, questa mattina, noto che anche la stampa locale ne sta parlando.

Una cosa va detta subito e senza alcun indugio: come uomo, cittadino ed essere umano, prima ancora che come sindaco, non accetto e non accetterò mai che nella nostra città possano verificarsi simili episodi. Locorotondo è una città accogliente, meta di turisti che la visitano e provengono da ogni parte del mondo: la nostra gente é sempre stata pronta ad accogliere chiunque e, ne sono convinto, continuerà a farlo. Non accetterò dunque che si dia una immagine della città distorta e fuorviante.

Per quanto attiene l’episodio, invece, invito il ciclista Rajesh Nair a denunciare quanto accaduto presso le autorità competenti, descrivendo alle forze dell’ordine l’aggressione verbale subita. Sono pronto ad accompagnarlo io stesso presso la prima caserma dei Carabinieri e a fornirgli il massimo supporto. A Rajesh dico anche che lo aspetto nel mio ufficio, in Comune, dove sarò pronto a porgergli, a nome della città, le più sentite scuse.

Quando questi eventi accadono, ricordiamocelo, vanno denunciati a chi di competenza. Perché altrimenti, diversamente, si rischia di vanificare il progresso culturale a cui neppure la nostra città potrà mai sottrarsi, rischiando di dare un’immagine di un paese che poi, nei fatti, non corrisponde alla realtà di quel che è.

Rajesh, ti aspetto!

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