Lite in consiglio, il PD difende l’operato di Castronuovo: essere mamma non significa essere inabili

Riceviamo e pubblichiamo nota di Antonio Sabato (Capogruppo Consiliare Partito Democratico):

A nome del gruppo consiliare del Partito Democratico esprimo la mia solidarietà all’assessora Castronuovo per lo sgradevole attacco ricevuto durante la seduta del consiglio comunale dello scorso 29 novembre dal consigliere di opposizione Mauro Bello. Il consigliere preso dal livore di screditare l’operato dell’amministrazione, come previsto nel manuale della vecchia politica, prendeva a pretesto lo spostamento di somme dal capitolo spese di monitoraggio per la tutela dell’ambiente (frutto di un’economia del servizio svolto e non già segno di disattenzione dell’amministrazione) per sottolineare l’assenza dell’assessora che a causa del suo essere mamma avrebbe evidentemente non posto la giusta attenzione su quel determinato argomento. Il consigliere ribadiva infatti che anche il sindaco, all’atto della formazione della giunta, avrebbe dovuto tenere in considerazione la gravidanza della neoeletta consigliera Castronuovo, essendo “a conoscenza della CONDIZIONE”.

L’idea, quindi, è che la gravidanza, il diventare mamma, per il consigliere Bello sia una forma di inabilità al ruolo, come per dire le donne vanno bene solo se non sono in stato interessante e se non hanno da accudire i figli. Tali affermazioni cristallizzano un pensiero malsano, retrogrado che ci fa ripiombare nel medioevo, che segnano la sostanziale differenza tra chi oggi ha assunto la responsabilità dell’amministrazione che con coerenza e impegno traduce in fatti concreti i propri indirizzi. A quelle parole, mi sarei aspettato le immediate scuse del consigliere, che invece non sono state formulate, o quantomeno la presa di distanza da parte dell’intero gruppo di minoranza che invece ha accampato deboli (e forse imbarazzate) motivazioni a sostegno di quanto espresso.

Le inaccettabili parole pronunciate non colpiscono solo la nostra assessora, che ringraziamo per il lavoro svolto in un contesto non sicuramente facile, ma offende tutte le donne della nostra comunità che con coraggio lottano tutti i giorni per riacquistare la dignità e gli spazi che per troppo tempo, colpevolmente, sono stati loro impediti.

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