Una petizione per liberare Riù, il gorilla triste. Ma lo zoo smentisce: ricostruzione lontana dalla realtà

Basta digitare su un motore di ricerca qualsiasi “gorilla triste” e verrà fuori Riù, il primate dello Zoosafari di Fasano. La storia di Riù era già abbastanza conosciuta su internet ma negli ultimi giorni ha assunto rilevanza nazionale, dopo che l’associazione Meta Parma ha aperto una petizione su Change chiedendone la liberazione (LINK) e il riposizionamento in un luogo più adatto alle sue esigenze.

La storia di Riù comincia nel 1975, quando fu catturato in Kenya da cucciolo e venduto a un circo insieme al piccolo Pedro, un altro gorilla che diventerà suo compagno di (dis)avventure. Nel 1994 Riù e Pedro furono spostati a Fasano, dove Pedro morì nel 2008. Da quel momento Riù è triste (e da qui il soprannome accennato a inizio articolo) e vive solo nello Zoosafari, dove sono presenti circa 3.000 animali di 200 specie diverse.

“Offeso nella sua dignità, continua a essere esposto in vetrina come un giocattolo, nonostante la sua tristezza, e mentre i visitatori accorrono, Riù percorre stancamente il suo recinto vetrato sognando quella libertà dimenticata che non arriverà mai. Tre alberi e muri di vetro: questa è la gabbia di Riù, una gabbia di vetro per una vita passata in vetrina. Riù ha trascorso quasi tutta la sua vita in cattività, e ora è vecchio, triste e solo, con la sua schiena color argento. Basta schiavitù per Riù! Chiediamo che venga liberato, è anziano, non c’è più tempo per temporeggiare, non lasciamo che muoia nella sua infelicità”, dichiara l’associazione nella petizione, che in un pochissimo tempo ha superato le 50mila sottoscrizioni (alle 11 del 16 gennaio siamo a 59mila, ndr).

L’associazione chiede quindi che il direttore dello zoo liberi Riù per poterlo portare in un luogo idoneo: “Riù è un gorilla, non una star da tenere in vetrina, e reclamiamo il suo diritto di poter essere felice, almeno per gli ultimi anni della sua vita”, ricordando inoltre che nello zoo sono presenti anche due orsi polari, oltre a leoni, elefanti, scimmie, e tantissimi altri animali che – si legge nella petizione – vengono osservati dagli spettatori paganti addirittura lungo un percorso automobilistico, passando con le loro auto in mezzo agli animali. Risate, urla, e smog, per animali che in Italia non dovrebbero neanche starci, e men che mai in Puglia”.

Non si è fatta attendere la risposta dello Zoosafari di Fasano, che ha dichiarato che “il gorilla non è recluso ma in realtà vive in un habitat dedicato di 600 metri quadrati in cui ci sono alberi sempre accessibili, con tronchi e castelli di legno, con una cascata di acqua corrente e un prato in cui può brucare. L’area non è delimitata da muri ma da vetrate che gli permettono di stare a contatto ravvicinato con il pubblico ed è dotata di arce non visibili in cui può isolarsi ed appartarsi”. La direzione rimanda quindi al mittente le accuse e rigetta la narrazione proposta nella petizione, concludendo che la situazione in cui vive Riù è “ben diversa da quella che è stata dipinta”.

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