Oggi ricorre la giornata internazionale per la Libertà di Stampa. Oggi la stampa, i giornalisti, stanno vivendo forse uno dei peggiori periodi della storia, perché la capacità di fare informazione è minata da diversi fattori, un letale combinato disposto. Mentre siamo inondati da migliaia di informazioni ogni minuto, non siamo più in grado di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, ciò che è utile da ciò che è dannoso, non possiamo fare altro che distinguere le informazioni tra quelle che ci colpiscono e quelle che ci annoiano, tra quelle che ci fanno fare malesangue, e quelle che invece pensiamo non ci riguardino.
La nostra scarsa capacità di attenzione diventa il terreno fertile per la diffusione di notizie non vere, false, pericolose, il cui moltiplicarsi alimenta il nostro analfabetismo funzionale. Non siamo più certi che quello a cui assistiamo è reale e se lo è, quanto ci riguarda. Questo avviene perché la produzione di contenuti è un’attività quasi gratuita: ora gli esseri umani possono essere sostituiti dall’IA. La gratuità dei contenuti è ormai abitudine anche dei lettori, che sono abituati a non pagare l’informazione.
Noi giornalisti sembriamo come gli irriducibili barbari di Asterix, che resistono alla conquista dei romani solo grazie a qualche superpotere. Una aggressione continua che di giorno in giorno aumenta di livello: mentre il Governo pensa al carcere per i giornalisti di inchiesta, i lettori, il nostro pubblico, con una mano cercano informazione gratuita, con l’altra ci accusano di non essere capaci di fare il nostro mestiere. Solo in pochi ancora capiscono quanto sia fondamentale il nostro ruolo: senza una stampa libera, la democrazia è malata.
Oggi, quindi, facciamo appello ai lettori, e solo a loro: vi chiediamo di acquistare un giornale, qualunque esso sia, magari un abbonamento, magari più di uno. Scegliete la vostra fonte di informazione attendibile, autorevole, sostenetela come potete, leggete e informatevi, condividete i pezzi, acquistate una copia, partecipate alle iniziative. Non è tempo perso, è l’unico modo che abbiamo per sostenere i pochi irriducibili contro le legioni di un impero che teme più di ogni altra cosa chi pensa con la propria testa.
Nella foto un giornalista palestinese. L’Unesco ha conferito ai giornalisti palestinesi il premio mondiale per la Libertà di Stampa.

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