Festival “In Orbita”: l’opera lirica arriva nelle contrade e nei quartieri

L’opera lirica nelle contrade e quartieri di Martina Franca con il progetto “In Orbita” del Festival della Valle d’Itria:

Il 9, 11 e 13 luglio nelle Contrade San Paolo e Capitolo e nel Quartiere don Bosco di scena “C’era una volta… Giulia, la Vestale” versione pocket e per il pubblico dei giovanissimi del capolavoro di Gaspare Spontini. Incontri preliminari per bambini da 6 a 11 anni il giorno prima dello spettacolo:

Il Festival della Valle d’Itria porta la lirica nei luoghi meno usuali – nelle contrate e nei quartieri di Martina Franca – con il progetto In Orbita, dedicato al pubblico dei giovanissimi (e non solo). Fra le manifestazioni che precedono l’edizione n. 50 dello storico festival (inaugurazione il 17 luglio con la Norma di Bellini) martedì 9 luglio nella Contrada San Paolo, giovedì 11 luglio nella Contrada Capitolo e sabato 13 luglio nel Quartiere don Bosco (sempre alle ore 21) di scena una versione “pocket” della Vestale, celebre tragédie-lyrique di Gaspare Spontini, compositore di cui quest’anno si celebrano i 250 anni della nascita. Il progetto, realizzato in coproduzione con la Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi e con il contributo di BCC Locorotondo, sarà l’occasione per far conoscere l’opera lirica a bambine e bambini, e a un pubblico più vasto in maniera originale e partecipata.

Grazie alla rielaborazione musicale di Gianluca Piombo, la regia e drammaturgia di Lorenzo Giossi, l’opera viene proposta in una versione agile, della durata di circa un’ora, dal titolo C’era una volta… Giulia, la Vestale, con tre cantanti – il soprano Sabrina Sanza nel ruolo di Giulia, il tenore Davide Zaccherini in Licinio, e il baritono Alexander Ilvakhin nella parte di Cimma e del Sommo Sacerdote – e lo stesso Gianluca Piombo al pianoforte.

In C’era una volta Giulia… la Vestale, un giovane archeologo trova, durante una campagna di scavo, un prezioso reperto. Un bassorilievo con rappresentato un tempio, una sacerdotessa, un generale romano e un sacro fuoco… Magicamente personaggi e oggetti prendono vita e iniziano a raccontare e a cantare la loro storia: un grande amore impossibile, il sacro fuoco di Vesta che non doveva spegnersi mai, un destino crudele e l’inaspettato finale…

“Se noi andiamo alla ricerca di ciò che in fondo anima l’opera lirica – racconta il regista Lorenzo Giossi –, ci troviamo davanti a storie di tutti i giorni con amori, amicizie e difficoltà da superare; il tutto condito da una forte dose di avventura. Soprattutto l’avventura e il raggiungimento di una condizione di felicità caratterizzano l’opera a fondo storico. Nel nostro caso siamo catapultati nell’antica Roma con un amore impossibile e un magico fuoco che non si deve spegnere mai all’interno di un tempio! Pensando ai bambini e ai ragazzi ho immaginato un parallelo con i film di avventura, animali fantastici, 007 e al celeberrimo Indiana Jones alle prese con un magico tesoro. La storia di Giulia destinata a essere una sacerdotessa della dea Vesta che deve vegliare il sacro fuoco e che non può concedersi al soldato romano che la ama, genera un’operazione quasi di spionaggio all’interno di questo inquietante santuario fatto di corridoi e formule religiose. I due innamorati sono destinati a stare insieme, ma il sacro fuoco non deve spegnersi o per Giulia è la morte! Solo l’intervento soprannaturale di un fulmine può risolvere le cose. Immaginiamoci quindi di entrare in uno di quei bassorilievi bianchi che vediamo all’interno delle attuali rovine romane e di trovare una striscia che racconti questa avventura: una sorta di Jumanji dell’epoca. A un certo punto i personaggi scolpiti si animano e ci raccontano la loro storia portandoci nel loro mondo. La piccola figura del tempio si ingrandisce, si colora, prende vita e cambia di situazione in situazione: basta aprire uno sportello o toccare un pezzettino di quel marmo che subito siamo catapultati in un’altra stanza…”

Anticipano le tre rappresentazioni gli incontri preliminari, laboratori didattico-creativi per bambini da 6 a 11 anni, che si terranno il giorno prima dello spettacolo, per coinvolgere e incuriosire i più giovani che avranno modo di incontrare e parlare con il regista. Il primo incontro sarà lunedì 8 luglio (ore 18) presso il Plesso San Paolo scuola dell’infanzia dell’Istituto G. Grassi, i successivi il 10 luglio (ore 18) nella Chiesa Santa Maria Assunta in Contrada Capitolo e il 12 luglio (ore 18) nel Quartiere Don Bosco-Montetullio (sede da definire).

La partecipazione agli spettacoli è libera e gratuita. Le prenotazioni per partecipare ai laboratori del giorno prima dello spettacolo dovranno essere inoltrate entro e non oltre il giorno precedente il laboratorio tramite whatsapp al numero 334 6075833 specificando numero e nominativo dei partecipanti.

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