Parco delle Gravine. Ultimatum ai Comuni dalla Regione: entro il 31 gennaio sarà costituito il consorzio?

Entri il 31 gennaio sarà costituito il consorzio di gestione del Parco delle Gravine?Ciclicamente si ripropone l’annosa questione del Parco delle Gravine, l’unicum naturalistico istituito nel 2005 nella provincia di Taranto che però di fatto non esiste. Canion, gravine, civiltà ipogee, muretti a secco, fauna rarissima. Il parco avrebbe potuto essere un volano sia turistico che naturalistico, ma da vent’anni non è altro che un raro scambio epistolare tra i diversi enti interessati: comuni, Provincia di Taranto, Regione Puglia.

A dicembre scorso l’assessora all’Ambiente della Regione Puglia, Serena Triggiani, scrive ai Comuni (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagiano, Palagianello, Mottola, Massafra, Crispiano, Statte, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie, Villa Castelli e San Marzano di San Giuseppe) minacciando di commissariarli se non approvano entro il 31 gennaio la bozza di convenzione per l’ente gestore.

Scrive la Triggiani: “già con nota del 2 novembre 2023 del Presidente della Provincia di Taranto, era stata cristallizzata una situazione di criticità in merito agli adempimenti per norma, previsti da parte delle amministrazioni locali per la costituzione del Consorzio. Nel corso dell’incontro, tenutosi lo scorso 13 dicembre, è stato collegialmente stabilito di indicare nella data del 31 gennaio p.v. l’ulteriore termine, per consentire ai Comuni ancora inadempienti di porre in essere gli atti necessari per la costituzione dell’anzidetto Consorzio. Auspico, pertanto, che ciascuno degli Enti operi in tale direzione. Decorso inutilmente tale ulteriore termine, non potrò che dare mandato alle strutture tecniche dell’assessorato di avviare l’istruttoria finalizzata alla predisposizione degli atti idonei ad attuare le previsioni dell’articolo 5, comma 3, della Legge Regionale 18/2005 e smi, essendo in capo all’amministrazione regionale il compito, previa diffida, di sostituirsi agli enti rimasti inerti nella costituzione del Consorzio. Con l’occasione intendo manifestare il forte apprezzamento, non solo per gli Enti che non sono rimasti inerti e per quelli che vorranno attivarsi, ma anche per l’impegno profuso dal Presidente della Provincia di Taranto, volto a superare una situazione di stallo amministrativo in relazione alla concreta attuazione delle previsioni della Legge istitutiva, che ormai permane da troppi anni e a cui è necessario porre tempestivamente rimedio“.

Tra i comuni inadempienti c’è anche Martina Franca. Sulla questione, avocata a sè dal sindaco Palmisano, esautorando gli assessori all’Ambiente Pasqualina Castronuovo e al Verde e Turismo, Vincenzo Angelini, il Comune chiede prima di conoscere gli eventuali costi, considerando che al momento non sono chiari. A Palazzo Ducale sono ancora scottati dai costi del consorzio Trulli e Grotte, costituitosi nel lontano 1978 e in fase di liquidazione. Sul sito Osservatorio Oggi si può leggere una sintesi della vicenda:

Lo Statuto costitutivo del Consorzio prevedeva un contributo annuo dei Comuni consorziati pari a 100 lire per abitante sulla base della popolazione accertata al 31 dicembre dell’anno precedente. Dopo alcuni anni di vita la Giunta Regionale con Deliberazione n. 2686 del primo luglio 1991 prese atto della inattività degli organi istituzionali del Consorzio e nominò un Commissario Liquidatore; detta deliberazione venne quindi seguita dall’emissione da parte del Presidente della Regione del relativo Decreto di esecuzione n. 491 del 16 luglio1991 con cui si confermava la nomina del Commissario Liquidatore. Essendo stata rilevata la inattività degli organi istituzionali già alla data del primo luglio dello stesso anno, successivamente a tale data alcuna altra attività rientrante negli scopi istituzionali del Consorzio è stata più svolta, conseguentemente, era venuto meno anche per i singoli Comuni consorziati l’obbligo del versamento del contributo annuale.

Secondo quanto è stato possibile apprendere, il costo annuale stimato dalla Provincia di Taranto per il consorzio del Parco delle Gravine potrebbe essere intorno ai 390mila euro, di cui 100mila a carico dei Comuni aderenti, ripartito in base a quanta superficie parco ricade in ciascun territorio.

Alcuni Comuni, nonostante i molteplici dubbi, hanno già portato nei propri Consigli comunali la bozza di statuto (Crispiano, Mottola, Ginosa, Laterza e Palagiano).

La questione può essere vista da almeno un paio di punti di vista: il Parco come un costo o come opportunità. Basterebbe comunque volgere lo sguardo verso Torre Guaceto, l’oasi naturale che è diventata una best practice europea, che tiene insieme lo sviluppo economico (agricoltura e pesca) con il turismo e la preservazione dell’habitat naturale. Un esempio straordinario al quale tendere forse, se ci fosse qualcuno che ha voglia di assumersi questa responsabilità politica.

(fonte foto)

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.