ReArm Europe. Armi con le risorse per il Sud?

Da dove arriveranno i soldi per “riarmare” l’Europa, come ha annunciato dalla presidente della Commissione Europea Von Der Leyen? Secondo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, sono a rischio le risorse per le aree meno sviluppate, tra cui il Sud Italia.

Bisogna stare attenti perché c’è il pericolo di vedere i fondi destinati alle aree meno sviluppate d’Europa per fare armi: sarebbe una tragedia, sarebbe davvero una condanna a morte per il Sud e per tutte le aree che hanno un divario occupazionale infrastrutturale in Europa. Dobbiamo tenere gli occhi aperti

Un esempio concreto potrebbe essere la realizzazione della circonvallazione di Martina Franca, su cui si lavora ormai da anni, che potrebbe essere messa a rischio, sulla quale recentemente Visione Comune, partito del centrosinistra martinese, ha provato a porre l’attenzione anche in Consiglio comunale.

In questo momento, che è storico, di grande confusione e paura, affrontare i temi di geopolitica come se si fosse in curva, ovvero accettando supinamente un’unica versione, senza considerare i contraccolpi locali, e senza iniziare a considerare le conseguenze dei grandi mutamenti nelle comunità, è da irresponsabili.

D’altro canto pensare di non essere coinvolti – o responsabili – delle tragedie che colpiscono i popoli, lo è altrettanto. Ma è possibile trovare una cura sugli stessi principi della malattia?

Sul tema è intervenuto il segretario della Cgil Maurizio Landini:

Davanti alle sfide e ai problemi internazionali, la priorità strategica dell’Europa non può essere la corsa al riarmo. Le priorità devono essere lavoro, diritti e pace, perché l’Europa è nata per questo ed è questo che l’ha resa forte. I fondi europei vanno utilizzati per rilanciare le politiche industriali, per impedire i licenziamenti, tutelare i lavoratori e qualificare le loro competenze nei processi di transizione ecologica e digitale, per rafforzare le politiche sociali e garantire a tutte e tutti il diritto all’istruzione e alla sanità pubblica, per tutelare i salari e le pensioni davanti alla crescita del costo della vita. Gli 800 miliardi di euro, di cui 650 fuori dal Patto di stabilità, e presi dai fondi di coesione, sono risorse sottratte alla creazione di posti di lavoro e allo stato sociale. Risorse che non creeranno lavoro in Europa, non ‘faranno girare l’economia’, perché circa il 70% di questa cifra sarà impiegata per comprare armi che aumenteranno i profitti delle aziende statunitensi.

Il Post riporta anche un passaggio di una dichiarazione del commissario europeo per la Coesione, il pugliese Raffaele Fitto:

Usare i fondi di coesione non sarà un obbligo. Lo staff del commissario alla Coesione Raffaele Fitto spiega che ogni paese potrà fare ricorso a quei fondi secondo criteri che verranno definiti meglio nei prossimi dieci giorni.

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