Domenica 13 aprile, in occasione della Domenica delle Palme, i ragazzi e le ragazze del clan del gruppo scout Martina Franca 1, insieme a Leo Cito e Attilio Miali, hanno portato un asinello nel quartiere San Pio di Bari – noto a molti come Enziteto – per rievocare, in modo gioioso e autentico, l’ingresso di Gesù a Gerusalemme pochi giorni prima della sua passione.
Un’iniziativa semplice, ma carica di significato, nata da un incontro che risale a gennaio scorso, quando i giovani scout hanno conosciuto Don Gianni De Robertis. Fu proprio il sacerdote, impegnato da anni in un’attività pastorale profonda e concreta sul territorio, a lanciare la proposta: portare un asinello nel quartiere per rendere più viva e partecipata la celebrazione della Domenica delle Palme, rendendola accessibile e sentita anche dai più piccoli.
Un’idea che il gruppo scout ha accolto subito con entusiasmo, intuendo il valore simbolico e comunitario di quel piccolo desiderio. Per settimane hanno organizzato, preparato e curato ogni dettaglio, fino a far diventare realtà un momento che ha saputo regalare un sorriso a tanti bambini e abitanti di un quartiere spesso dimenticato.
“Sorprende, nel racconto di Gesù a Gerusalemme l’insistenza della necessità di avere un asinello: per ben due volte si ripete nel Vangelo che il Maestro ne ha bisogno e non solo perché realizza la profezia di Zaccaria, secondo cui il Re sarebbe arrivato mite e mansueto, cavalcando un’asina – queste la parole di Don Gianni che ci spiega il motivo di questa scelta -. In questo tempo di violenza e di guerra, in cui si corre con le armi e con la forza, risalta ancora di più la mitezza con cui Gesù ci viene incontro. L’asinello è un po’ un simbolo: io mi riconosco nell’asinello, ma anche ogni cristiano. Anche se a volte siamo solo degli asini, Dio ha bisogno di noi per entrare nei nostri paesi e nei nostri quartieri. E poi perché l’asinello è festa per i bambini. È strano – conclude Don Gianni -, però proprio attraverso un asinello si fa comunità e si fa festa“.
San Pio – Enziteto è un quartiere di periferia che convive da decenni con fragilità sociali, isolamento urbano e un senso diffuso di abbandono. Come raccontato in reportage e testimonianze locali, è un luogo “nascosto”, dove le occasioni di riscatto sembrano rare e il senso di comunità va spesso ricostruito con fatica. Ma proprio in questo contesto difficile, l’arrivo dell’asinello ha rappresentato una ventata di speranza e tenerezza.
Il piccolo corteo guidato dagli scout è diventato un momento di festa, tra canti, rami d’ulivo e volti sorridenti. Bambini e famiglie si sono raccolti per assistere a quella piccola rievocazione evangelica, che ha avuto il sapore della concretezza e dell’attenzione sincera.
Un esempio di come il volontariato, lo spirito scout e l’ascolto del territorio possano intrecciarsi per generare segni concreti di bellezza anche dove tutto sembra immobile e ricordare che, talvolta, può bastare un asinello per rimettere in cammino una comunità.

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