Cassazione: confermata l’incandidabilità di Calabrese. Vito Basile resta consigliere comunale

La Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il consigliere comunale Alessandro Calabrese, candidato nel 2022 con la lista “Martina è Bello” ma mai proclamato eletto a causa della sua incandidabilità per una precedente condanna penale. A subentrare al suo posto fu Vito Basile, oggi regolarmente in carica, e che tale resterà: la sentenza della Suprema Corte, pubblicata il 15 aprile 2025, conferma infatti quanto già stabilito nei due gradi di giudizio precedenti.

La vicenda aveva avuto inizio dopo le elezioni amministrative del 12 giugno 2022. Calabrese, il più votato della lista, venne escluso dall’Ufficio Elettorale per via di una condanna risalente al 2016. L’assenza di una riabilitazione formale, al momento della candidatura, aveva reso la sua elezione giuridicamente nulla, secondo quanto previsto dalla Legge Severino (D.Lgs. 235/2012).

La sua esclusione ha aperto le porte del consiglio a Vito Basile, che nella lista era il primo dei non eletti. Calabrese ha avviato un ricorso, sostenendo che, essendo il reato estinto per decorso del tempo (come da art. 445 c.p.p.), non sussistessero più i motivi ostativi alla candidatura. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che solo una sentenza di riabilitazione possa far venir meno l’incandidabilità, rigettando ogni tentativo di equiparare la semplice estinzione del reato a tale effetto.

La Corte d’Appello di Lecce, prima, e ora la Cassazione, hanno confermato la correttezza dell’esclusione. La Corte ha anche escluso che la Riforma Cartabia, entrata in vigore a fine 2022, potesse avere effetti retroattivi nel caso specifico.

Con questa sentenza, viene consolidata definitivamente la posizione di Vito Basile come consigliere comunale eletto. Il provvedimento riafferma la centralità della trasparenza e del rispetto delle condizioni di eleggibilità per l’accesso alle cariche pubbliche, anche a livello locale.

Soddisfazione da parte del consigliere Basile che a margine della sentenza ha dichiarato: «Si conclude oggi una vicenda durata quasi tre anni. Un lungo periodo in cui ho svolto il mio ruolo di Consigliere comunale con una “spada di Damocle” sulla testa, che però non mi ha mai impedito di rappresentare i cittadini con orgoglio e determinazione. Da oggi, con rinnovata serenità e – se possibile – con crescente passione, continuerò a impegnarmi per la città che amo, insieme al Gruppo UDC e alla nostra coordinatrice cittadina Donatella Castellana, che non ha mai fatto mancare il suo sostegno e il suo incoraggiamento. Un ringraziamento ad Alfredo Punzi e Mauro Bello, al mio fianco lungo tutto questo percorso. Un grazie di cuore all’on. Gianfranco Chiarelli, garanzia di competenza e professionalità, per avermi rappresentato in Cassazione. Il grazie più profondo va all’amico di sempre, l’Avv. Francesco Blasi, che ha lottato con tenacia per raggiungere questo importante risultato, affermando principi giuridici significativi in linea con le tesi sostenute dai miei legali».

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