Divieto di organizzare corsi «patrocinati o affiancati da partiti politici» nelle scuole di Martina Franca. È quanto si legge nella circolare firmata dal dirigente Daniele Sgaramella, inviata a tutte le scuole di primo grado e anche al liceo Tito Livio, nonostante quest’ultimo rientri nella competenza della Provincia di Taranto. Secondo quanto si legge il provvedimento sarebbe scaturito da “segnalazioni informali”.
La nota del dirigente arriva a seguito di un’iniziativa promossa da Roberta Zaccaria, responsabile del dipartimento Pari Opportunità dell’UDC, che ha dato il via a un corso gratuito di autodifesa per ragazze a partire dai 12 anni. Il corso, che si svolge nella palestra del liceo Tito Livio, è tenuto dal maestro Michele Grassi, già istruttore di Wushu Kung Fu all’interno dell’istituto, e prevede un ciclo di 25 lezioni. Le iscritte sarebbero più di sessanta. Secondo l’organizzatrice, l’obiettivo è «educare le ragazze all’autodifesa» e il luogo in cui si tiene il corso sarebbe secondario rispetto al fine.
Sulla questione è intervenuta, seppur senza menzionare direttamente il caso, Angela Lacitignola, responsabile del centro antiviolenza “Rompiamo il silenzio” di Martina Franca. In un post sui social ha scritto: “Strumentalizzare il tema della violenza per accaparrarsi voti è azione obsoleta perchè sgamabile da tutt*. Ma utilizzare una palestra di un liceo del mio paese divulgando corso di autodifesa (impartito da un uomo) alle ragazze giocando sul doppio significato del simbolo di partito (scudo) con tanto di carta intestata di partito e maglietta con la stampa ben visibile del simbolo del partito mi sembra intollerabile!”. Lacitignola ha inoltre citato un articolo del regolamento provinciale che vieta l’uso delle strutture scolastiche per finalità di propaganda elettorale, esortando le istituzioni competenti a vigilare.
Dal canto suo, Roberta Zaccaria ha replicato con fermezza: «C’è chi, ancora oggi, tenta di far passare il messaggio che certi temi – come la lotta alla violenza e il sostegno alle donne – appartengano solo a una parte politica. Nulla di più sbagliato».
C’è da dire che il corso promosso dall’UDC non è l’unico organizzato nelle scuole di Martina Franca: alcune di esse hanno in opera alcuni importanti protocolli d’intesa con associazioni che da anni sono specializzate nella educazione e nella sensibilizzazione sul tema della violenza.
La vicenda appare quindi complessa e inusuale. Un partito politico che promuove un corso di autodifesa, attività generalmente legata al mondo dell’associazionismo, e lo fa in una palestra scolastica, seppur al di fuori dell’orario scolastico. Una questione che meriterebbe un confronto laico e sereno: è giusto escludere i partiti dalla scuola se gli stessi rappresentano una componente essenziale del sistema democratico?
Il tutto si complica con l’intervento del dirigente Sgaramella, che – attraverso la circolare – chiede alle scuole e alle associazioni sportive di evitare ogni coinvolgimento dei partiti, nonostante la competenza su Tito Livio spetti alla Provincia.

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