È stato inaugurato in località Cupa, a Martina Franca, il rinnovato impianto di depurazione dotato di strutture di affinamento delle acque reflue per il riuso irriguo. Un passo avanti concreto nella gestione sostenibile del servizio idrico integrato in Valle d’Itria, anche in risposta ai fenomeni di scarsità idrica sempre più frequenti.
I lettori ricorderanno che nel 2016 il depuratore di Martina Franca e il suo recapito finale erano stati messi sotto sequestro dai carabinieri del NOE. A seguito di questo, anche la SS.172 fu chiusa e l’allora Amministrazione comunale si “accampò” sulla carreggiata.
L’intervento ha riguardato il potenziamento dell’impianto esistente, con l’adeguamento in materia di emissioni in atmosfera e la realizzazione di una nuova condotta di collegamento con la rete irrigua comunale, per consentire il riutilizzo delle acque affinate in agricoltura, come previsto dal DM 185/03. Il depuratore, situato in Contrada Cupa Battaglini, si sviluppa su una superficie di circa 34 ettari, a 3,5 km a nord del centro abitato. Ha una potenzialità di trattamento pari a 59.300 abitanti equivalenti e rilascia le acque trattate in quattro trincee drenanti coperte, ubicate in Strada Vicinale Pastore. Il valore dell’intervento ammonta a 8.673.790,70 euro, finanziati in parte con fondi comunitari e in parte con proventi tariffari.
“Salvaguardare il territorio, migliorare la qualità ambientale e offrire opportunità concrete all’agricoltura locale sono tra le priorità dell’Amministrazione ed in questo – sostiene il Sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano – il depuratore di Acquedotto Pugliese è un’opera di importanza strategica, frutto di un lavoro d’ammodernamento condiviso e lungimirante. Consentirà alla rete di distribuzione, che come Amministrazione abbiamo realizzato, di fornire le acque affinate in un’ampia zona della Valle d’Itria, sostenendo gli agricoltori costretti a fare i conti con periodi di siccità sempre più lunghi e frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Il riutilizzo delle acque affinate oltre ad andare incontro alle esigenze nelle stagioni irrigue consentirà di contenere il consumo delle risorse idriche: un bene da salvaguardare, sempre più prezioso”.
L’opera è collegata alla rete irrigua già realizzata dal Comune di Martina Franca, per un importo complessivo di 5,3 milioni di euro. Il sistema è composto da un impianto di sollevamento iniziale (60 l/s), una rete di adduzione lunga 11,1 km, cinque vasche di accumulo interrate (capacità 230-250 mc) e un impianto di rilancio dalla vasca n.3 alla vasca n.1 (12 l/s), in corrispondenza dei pozzi di Carpari e Volza.
“Un’opera strategica per un comune come Martina Franca con una grande estensione territoriale e che oggi – spiega l’Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia – potrà beneficiare, secondo un approccio sostenibile del riuso delle acque di depurazione in agricoltura, di un impianto innovativo di nuovo a regime. Per questo sistema di depurazione è stata messa in campo una prima parte di finanziamenti già utilizzati, con infrastrutture già verificabili, valutabili e utilizzabili insieme a questo nuovo depuratore di ultima generazione, in grado di proiettarci nel futuro dal punto di vista ambientale sia per la modalità di trattamento delle acque sia per il riuso”.
ARIF (Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali) ha in programma un potenziamento della rete di distribuzione già esistente, con 6,2 milioni di euro di finanziamento regionale. Il progetto è attualmente in fase di definizione con l’Amministrazione comunale per individuare le zone agricole ed insediative ancora non servite.
“Oggi facciamo un grande passo avanti – sottolinea il Direttore generale dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif), Francesco Ferraro – con un intervento che riutilizza acque affinate per usi irrigui, in un territorio importantissimo per l’economia agricola pugliese in sofferenza per l’attuale crisi idrica. Si tratta di un’azione che consentirà il minor emungimento dalla falda con conseguente riduzione dei costi energetici e minore impatto sulle risorse naturali. A questo intervento seguiranno ulteriori progetti per il completamento della rete di distribuzione con risorse assegnate da Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. Un cammino per step che conduce a un intervento organico e strategico di prioritaria importanza”.
Durante l’evento sono stati illustrati anche gli interventi sulla rete idrica cittadina, in corso di realizzazione con fondi del PNRR – Missione 2, Componente 4, Investimento 4.2. Tre i cantieri attivi:
- Nuova condotta di alimentazione in località Carpari (15 km);
- Rifacimento della condotta idrica a Specchia Tarantina (15 km);
- Rifacimento della condotta di adduzione del serbatoio pensile di Lanzo (4 km), con interventi di valorizzazione del paesaggio, inclusa la sistemazione dei muretti a secco e la posa di marciapiedi in pietra locale.
Il valore complessivo dei lavori ammonta a oltre 20 milioni di euro.
“Le opere, dal valore complessivo di oltre 20 milioni di euro, integrano la rete urbana e rurale, contribuendo – aggiunge il Presidente dell’Autorità idrica pugliese (Aip), Toni Matarrelli – a una gestione più efficiente e resiliente del servizio. Con il primario obiettivo di rinnovare e preservare il patrimonio delle infrastrutture idriche del territorio, stiamo procedendo al risanamento, potenziamento e rinnovamento di importanti opere idrauliche su tutti i territori, dove sono in essere anche numerosi progetti per il miglioramento dei depuratori, la gestione dei fanghi e il riuso delle acque reflue”.
“Il riutilizzo delle acque depurate e affinate rappresenta una pratica sostenibile, fondamentale – conclude la Direttrice generale di Acquedotto Pugliese, Francesca Portincasa – per contrastare i sempre più frequenti fenomeni di scarsità idrica e soddisfare le crescenti esigenze dell’agricoltura. Un percorso virtuoso che ci porterà, entro il 2028, a disporre di 76 depuratori dotati di impianti di affinamento, per una capacità totale di 131 milioni di metri cubi d’acqua riutilizzata ed una pari riduzione nei prelievi dalla falda acquifera. Ad oggi in Puglia sono 7 gli impianti in funzione e 38 quelli già configurati con stazioni di affinamento, per un potenziale di 68 milioni di metri cubi d’acqua. Nella provincia di Taranto sono 10 quelli attualmente configurati: Martina Franca, che ha già una rete irrigua connessa; Avetrana, Castellaneta Marina, Faggiano, Ginosa Marina, Manduria-Sava, Maruggio, Massafra, Montemesola e Pulsano. A questi se ne aggiungeranno altri 6: Castellaneta, Ginosa, Lizzano, Palagiano, Taranto Gennarini e Torricella. Il potenziale complessivo annuo è di oltre 20 milioni di metri cubi di risorsa affinata”.
L’inaugurazione ha ospitato anche una tappa del progetto educativo H2Oro, promosso da AQP e Legambiente Puglia. Gli studenti dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII di Martina Franca, dopo una fase formativa in aula, hanno partecipato alla visita dell’impianto e a un laboratorio didattico con la costruzione di un mini-depuratore.

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