Rumore e movida. Firmato un accordo con Arpa

Il centro storico di Martina Franca sarà presto al centro di una rilevazione acustica condotta da Arpa Puglia, con l’obiettivo di misurare il rumore notturno legato alla movida. La giunta comunale ha dato il via libera a una convenzione con l’Agenzia regionale per la protezione ambientale per affrontare in maniera strutturata una questione sempre più sentita da residenti ed esercenti.

Si tratta di un protocollo con ARPA che prevede il monitoraggio dei fenomeni cosiddetti di movida nel centro storico. L’Amministrazione – sottolinea l’Assessore alle Attività Produttive Francesco Aquaro – ha accolto le richieste pervenute dai residenti del centro storico e dai tanti esercenti che qui hanno le loro attività e ha ritenuto di monitorare, attraverso una intesa con ARPA, questi fenomeni. Siamo convinti che vivere, lavorare e fare impresa nel nostro centro storico è un privilegio per tutti e nonostante le difficoltà, bisogna curare e garantire i vari interessi in campo. Questa quindi è una delle iniziative dell’Amministrazione Comunale per monitorare il “salotto” della nostra città, insieme ad altre. L’obiettivo è valorizzare tutte le attività virtuose che animano le vie del centro storico e al contempo tutelare i cittadini che abitano, che vivono il centro storico e che quotidianamente se ne prendono cura. Si tratta di interessi diversi e spesso contrapposti ma, con buona volontà e approccio rispettoso di tutti, possono convivere ed essere una opportunità per una delle aree più importanti della nostra città“.

La proposta di coinvolgere Arpa è stata avanzata ufficialmente lo scorso 11 dicembre durante un incontro del Tavolo permanente per il centro storico. Diverse le segnalazioni di cittadini, tra cui quelle provenienti dall’area della stazione, che hanno sollecitato l’attenzione del Comune sul tema del diritto al riposo. Anche l’associazione Horeca, con un proprio decalogo, ha riconosciuto la necessità di affrontare il fenomeno in modo condiviso.

Dal punto di vista normativo, è la legge regionale n. 3 del 2002 a stabilire i limiti di rumorosità, distinguendo il territorio in diverse classi acustiche. Sebbene il centro storico non venga citato esplicitamente, le sue caratteristiche lo collocano nelle classi III o IV, corrispondenti rispettivamente a “zone miste” e “zone di intensa attività umana”. Durante la notte, tra le 22 e le 6, i limiti da rispettare sono di 50 dB per la classe III e 55 dB per la classe IV. Si tratta di soglie piuttosto contenute: 50 decibel equivalgono al rumore prodotto da un frigorifero, mentre una conversazione normale si aggira intorno ai 60 dB. Considerando inoltre la conformazione architettonica del centro storico, che tende ad amplificare i suoni, i controlli diventano ancora più rilevanti.

Secondo quanto emerso dagli atti amministrativi, il Comune ha avviato nel 2020 la proposta di zonizzazione acustica, classificando Corso Vittorio Emanuele come classe III e il resto del centro storico come classe IV. Il termine del procedimento è previsto entro il 2025.

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