Anche un martinese coinvolto nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Taranto che ha portato al sequestro preventivo di beni, immobili, disponibilità finanziarie e crediti d’imposta per oltre 3 milioni e 400mila euro. Il provvedimento, firmato dal gip del Tribunale di Taranto Alessandra Rita Romano su richiesta del procuratore aggiunto Enrico Bruschi, riguarda la società Daniele Ambiente di Mottola (già al centro di un grave incendio lo scorso giugno) e un gruppo di imprenditori e consulenti accusati di frode fiscale, truffa aggravata e, per alcuni, associazione a delinquere.
Complessivamente gli indagati sono 27, tra cui sette per i quali viene ipotizzato il vincolo associativo. Secondo la ricostruzione delle fiamme gialle, tra il 2017 e il 2022 sarebbe stato messo in piedi un sistema di fatture false per oltre 9 milioni di euro, grazie a società “cartiere” prive di reale attività. Un meccanismo che avrebbe consentito a Daniele Ambiente, Toralb e Inderal – poi confluite in un’unica azienda – di evadere Iva e imposte dirette, e allo stesso tempo di generare falsi crediti fiscali per più di 700mila euro, anche legati a incentivi Industria 4.0, al Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno (Cim) e a fondi del Pnrr.
La procura ha chiesto gli arresti domiciliari per due imprenditori: Francesco Di Lecce, massafrese, considerato amministratore di fatto di diverse società cartiere (difeso dall’avvocato Gaetano Vitale), e Vito Daniele, 57enne di Mottola, legale rappresentante delle società coinvolte (assistito dagli avvocati Raffaele Errico e Pietro Paolo Passarelli). Richiesta anche l’interdizione dall’attività professionale per quattro commercialisti: Gianluca Errico (53enne tarantino, difeso dall’avvocato Rosario Orlando), Cosimo Lasigna (50enne di Mottola, difeso dall’avvocato Antongiulio Leuzzi), Gianluca Rinaldi (34enne di Martina Franca) e Michele D’Auria (50enne di Mottola). Indagata anche Rosanna Digiorgio, moglie di Di Lecce.
Gli inquirenti ritengono che il gruppo avesse una struttura ben definita: promotore Di Lecce, organizzatore Daniele, con gli altri professionisti a supporto per la gestione contabile, la costituzione di società fantasma, la predisposizione di atti notarili fittizi, i prelievi di denaro contante e la creazione dei crediti di imposta falsi. Un sistema che, secondo gip e procura, avrebbe garantito vantaggi fiscali indebiti a danno dell’erario.
Gli interrogatori preventivi per i sei indagati destinatari di richieste cautelari sono fissati per il 23 e 24 settembre: sarà in quell’occasione che potranno rispondere alle domande del giudice o scegliere di non farlo. Nel frattempo l’inchiesta prosegue, con l’obiettivo di ricostruire per intero la rete di rapporti e quantificare l’effettivo danno erariale.

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