Crisi idrica in Puglia, da lunedì Acquedotto Pugliese riduce la pressione dell’acqua su tutta la rete

Da lunedì 20 ottobre 2025 Acquedotto Pugliese ridurrà ulteriormente la pressione dell’acqua su tutta la rete regionale per fronteggiare la crisi idrica che sta colpendo la Puglia. Con gli attuali livelli di disponibilità e le previsioni meteo, l’acqua destinata all’uso potabile sarà sufficiente soltanto fino a gennaio. L’obiettivo della nuova misura è evitare le turnazioni nell’erogazione e prolungare le scorte fino ai prossimi mesi.

AQP invita tutti i cittadini a limitare i consumi e a dotarsi di autoclave con serbatoio per garantire l’approvvigionamento, soprattutto ai piani alti degli edifici. Il provvedimento riguarda l’intero bacino servito, che copre oltre 4,3 milioni di abitanti tra Puglia e parte della Campania.

L’Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici ha innalzato il livello di allerta al massimo grado per l’uso potabile. Le sorgenti naturali sono in calo del 28% rispetto alla media dell’ultimo decennio, mentre le riserve negli invasi regionali si sono ridotte del 61%. Meno della metà dell’acqua invasata è destinata al consumo umano, mentre il resto serve per gli usi agricoli e industriali, inclusi i prelievi interregionali.

Le proiezioni climatiche non lasciano spazio all’ottimismo: le temperature resteranno sopra la media stagionale e le piogge saranno inferiori alla norma almeno fino alla primavera 2026. Se non ci saranno inversioni di tendenza, il prossimo anno rischia di essere il terzo consecutivo di crisi idrica per la Puglia.

Nonostante le difficoltà, Acquedotto Pugliese ha evitato finora interruzioni diffuse grazie a innovazioni infrastrutturali e gestionali che hanno permesso un risparmio annuo di 117 milioni di metri cubi e un recupero significativo delle perdite di rete. Il piano di interventi prevede 800 milioni di euro di investimenti per la digitalizzazione e il risanamento di 1.300 chilometri di condotte, il riuso delle acque reflue tramite 76 impianti di affinamento (oltre 130 milioni di metri cubi all’anno per l’agricoltura) e la costruzione di nuovi dissalatori, tra cui quello in corso di realizzazione a Taranto.

Per i comuni della Valle d’Itria e dell’area Taranto–Brindisi, le riduzioni di pressione potranno causare cali di portata nelle ore di maggiore consumo. AQP raccomanda di contenere gli sprechi domestici e di predisporre sistemi di accumulo condominiali per garantire la continuità dell’erogazione in caso di emergenze.

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