È una delle conseguenze della crisi climatica: con lo scioglimento dei ghiacci artici è possibile raggiungere l’Europa, dalla Cina, in soli 26 giorni, a fronte dei 40 di media che occorrono passando da Suez o i 50 doppiando il capo di Buona Speranza. Lo annuncia la stampa cinese, che racconta l’arrivo a Danzica, in Polonia, della nave portacontainer Istanbul Bridge, nave da quasi 5.000 TEU della compagnia cinese Haijie Shipping, partita dal porto cinese di Ningbo-Zhoushan il 23 settembre con circa 4.000 TEU (unità equivalenti a container da venti piedi) di carico, ha impiegato solo 26 giorni per raggiungere l’Europa attraverso il Passaggio di Nord-Est nell’Artico.
L’arrivo a Danzica, in Polonia, della prima nave container sulla nuova rotta artica che collega la Cina all’Europa segna un potenziale punto di svolta negli equilibri del commercio marittimo globale. E le implicazioni per i porti del Mediterraneo, Taranto incluso, potrebbero essere significative. Non solo per il porto, ma anche per le attività economiche basate sull’importazione di prodotti cinesi.
Del resto, a parte il tempo di navigazione, la rotta artica è evidentemente più sicura, sia per l’assenza del rischio di attacchi dei pirati Houthi, sia per la sensibilità geopolitica del Canale di Suez.

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