Inchiesta Pugliapromozione, sequestri per 800mila euro: coinvolto anche un martinese

Nove indagati e sequestri per un totale di 800mila euro, sono le novità dell’inchiesta della Guardia di Finanza in merito alla gestione dell’ex dg Matteo Minchillo, deceduto nel 2023. Dalle carte e dalla ricostruzione di Telebari, si legge il coinvolgimento di un martinese, Mario Alberto Santoro, presidente dell’associazione Puglia Dream Land, indicato dalla Procura tra i nove indagati nell’ambito di un presunto sistema di distrazione di fondi pubblici finalizzati ad attività prive di legittima giustificazione. Secondo gli investigatori, all’associazione sarebbero stati destinati nel 2021 diecimila euro per un progetto — un bosco didattico — che non sarebbe mai stato realizzato, con la causale “aiuto inattività da Covid”.

Il nuovo capitolo dell’inchiesta, coordinata dal pm Baldo Pisani e portato avanti dal nucleo Pef della Guardia di Finanza di Bari, ha portato al sequestro di ulteriori ottocentomila euro, tra denaro, beni mobili e immobili, distribuiti nelle province di Bari, Cremona, Taranto e Cagliari. Il quadro investigativo delineato dagli inquirenti riguarda un presunto sistema consolidato, composto da pagamenti indebiti, utilizzo improprio di carte aziendali e trasferimenti di denaro pubblico a soggetti privati.

Le Fiamme Gialle hanno ricostruito 2.687 operazioni in uscita, effettuate tra marzo 2018 e febbraio 2021 tramite la carta aziendale dell’ente. Secondo la ricostruzione, una parte rilevante di tali operazioni sarebbe stata destinata a parenti o amici degli indagati per spese non riconducibili all’attività istituzionale dell’Agenzia regionale. Parallelamente, tra il 2017 e il 2022 sarebbero stati erogati compensi stipendiali e “fuori busta” ritenuti ingiustificati e macroscopicamente eccedenti rispetto alle mansioni e ai contratti del responsabile dell’ufficio pagamenti, Vito Mastrorosa, e di un altro funzionario.

A questi elementi si aggiungono pagamenti non dovuti provenienti dalla tesoreria dell’ex Azienda di Promozione Turistica della provincia di Foggia — poi confluita nell’Agenzia regionale — dove Mastrorosa aveva ricoperto il ruolo di liquidatore dal 2009. Le somme, che ammonterebbero a decine di migliaia di euro, avrebbero beneficiato Mastrorosa, i suoi familiari, l’ex direttore generale Matteo Minchillo, il figlio chef Michele Minchillo, la sua compagna Federica Bernabini, due parenti della moglie dell’ex dirigente e altri soggetti.

Secondo gli inquirenti, i fondi dell’Agenzia sarebbero stati impiegati per scopi privati: viaggi all’estero per partecipare a maratone, acquisto di apparecchiature elettroniche, pagamento di spese personali come la gestione dei cani di proprietà, fino al sostegno dell’attività di ristorazione aperta a Crema da Michele Minchillo. Il ristorante Vitium, chiuso nel giugno 2024 ma premiato con una stella Michelin e due forchette Gambero Rosso, avrebbe beneficiato di attrezzature professionali acquistate con fondi pubblici, insieme a ulteriori bonifici destinati alla compagna e dipendente dello chef.

All’interno di questo quadro, Santoro compare tra gli indagati in relazione ai fondi ricevuti dalla sua associazione e considerati dagli inquirenti parte del sistema di distrazione del denaro pubblico. Non emergono, dai documenti forniti, ulteriori elementi sulla sua attività o sulla collocazione dell’associazione oltre quelli riportati nei provvedimenti giudiziari.

Pugliapromozione, in un comunicato ufficiale, ribadisce di essere parte lesa e ringrazia la Procura per il lavoro svolto, sottolineando che i fatti contestati riguardano un periodo precedente all’attuale governance. L’ente informa inoltre di aver commissionato una due diligence indipendente sui processi amministrativi e contabili, i cui risultati saranno consegnati agli organi inquirenti, e di essersi già costituito in giudizio tramite un proprio legale per tutelare la propria immagine ed eventuali azioni risarcitorie future.

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