Antenna Tre Tornesi. Il Comune si costituisce in appello. Insorge il comitato

Come i lettori ricorderanno, una sentenza del Tar aveva rigettato l’autorizzazione per la realizzazione dell’antenna 5G di Inwit in località Tre Tornesi. Alla notizia dell’accoglimento – parziale – del ricorso, presentato da alcuni cittadini riunitisi in comitato, questo aveva invitato il Comune a cercare una strada comune per cercare una soluzione definitiva che tutelasse il paesaggio e il benessere delle persone. Ad agosto anche Fratelli d’Italia aveva invitato il Comune a muoversi con più celerità.

Ecco cosa scrive il comitato Tre Tornesi:

Il Comitato Tre Tornesi esprime forte disapprovazione per la recente decisione dell’Amministrazione Comunale di costituirsi in giudizio accanto all’Azienda INWIT nel procedimento dinanzi al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lecce, che lo scorso luglio aveva annullato l’autorizzazione per l’antenna costruita in Contrada Tre Tornesi a Martina Franca. La sentenza in questione riguarda l’Installazione di un’antenna 5G vicino alle abitazioni dei membri del Comitato, in un’area tutelata in quanto facente parte della Murgia dei Trulli.
Come noto, il TAR in un primo momento aveva disposto per la sospensione dei lavori dell’antenna e il riesame a carico del Comune da svolgere in contraddittorio con la Società di telefonia, da presentare entro 60 giorni, per individuare aree alternative per la dislocazione dell’antenna, in ottemperanza al regolamento comunale non applicato in sede procedimentale.
Inizialmente il Comune di Martina Franca ha mostrato la volontà di collaborare con i cittadini, avviando il procedimento di riesame subito dopo la pubblicazione del provvedimento cautelare. Volontà che si è mostrata nel proporre alla Società i siti alternativi previsti dal regolamento, ma le società di telefonia hanno completamente ignorato l’onere istruttorio e di fronte all’inerzia dei gestori – che successivamente è stata sanzionata dal Tar nella sentenza – l’amministrazione comunale non ha preso provvedimenti, limitandosi a restare inerte a fronte dell’ostinata resistenza delle compagnie telefoniche a dare applicazione al regolamento comunale.
All’esito di questa situazione si è arrivati, dunque, alla Sentenza, che ricordiamolo è immediatamente esecutiva, senza un riesame, che non è stato effettuato neanche in un momento successivo.
Si è atteso, così, l’appello, dove paradossalmente il Comune si è costituito ancora contro i suoi cittadini, e nonostante il Tar Lecce avesse chiaramente indicato le carenze istruttorie e censurato il mancato rispetto del regolamento comunale, che i gestori avevano deciso deliberatamente di ignorare, ancora oggi il Comune dà ragione alle società di telefonia, sostenendo che l’antenna debba essere collocata dove e’, tra i trulli, in un’area di immensa importanza paesaggistica, storica e artistica.
Per citare un caso analogo, trattato anch’esso dallo studio legale Errichiello che ha patrocinato il ricorso vittorioso al Tar Lecce, basti richiamare il caso del Comune di Cerveteri, dove il regolamento comunale è simile a quello del Comune di Martina Franca. In questo caso, il Comune di Cerveteri subito dopo la pubblicazione della Sentenza che annullava il titolo per un’antenna costruita in contrasto coi dettami regolamentari, a differenza del Comune di Martina Franca, ha avviato subito un procedimento di riesame, concluso ancora prima che venisse fatto l’appello, mentre la società rimaneva inerte e contestava che questo riesame si dovesse fare. Inoltre, accertato che in base al regolamento l’antenna andava posizionata altrove, il Comune di Cerveteri ha ordinato la demolizione dell’antenna, costituendosi poi nell’appello presentato dai gestori di telefonia al fianco dei cittadini vittoriosi in primo grado, dimostrando solidarietà con la cittadinanza. Il Comune a di fronte agli atteggiamenti ostruzionistici della Società, ha rilevato che la Società non aveva dato prova che il sito privato scelto fosse quello più idoneo, come previsto dal regolamento. In questo caso, quindi, il Comune ha fatto un passo indietro e ha scelto un’altra strada.
Non capiamo invece la scelta del nostro Comune, scelta che avrà sicuramente un peso politico, di schierarsi accanto alle multinazionali che scelgono di mettere l’antenna dove gli pare, e in questo caso in un’area di particolare pregio che è la Murgia dei trulli, invece di far rispettare lo stesso Regolamento che impone di metterla altrove, ossia in zone più isolate che consentono un minor aggravio sia per i cittadini che per il territorio.
Non comprendiamo dunque questa scelta di schierarsi contro i cittadini e contro lo stesso Regolamento comunale, in pieno contrasto col pubblico interesse e la normativa comunale e a difesa degli interessi privati dei gestori telefonici.

Il Comune di Martina Franca risponde in punta di diritto, difendendo la scelta di costituirsi in appello contro la sentenza del Tar Lecce:

In relazione alle notizie apparse sulla stampa locale riguardanti la vicenda dell’antenna per la telefonia mobile installata in Contrada Tre Tornesi, l’Amministrazione comunale di Martina Franca ritiene doveroso fornire un’informazione puntuale, completa e fondata sugli atti ufficiali del procedimento amministrativo e sui provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
Il Comune di Martina Franca, come già avvenuto nel giudizio di primo grado innanzi al TAR Puglia Lecce, si è costituito anche dinanzi al Consiglio di Stato, al fine di tutelare la correttezza del proprio operato amministrativo e di rappresentare in modo equilibrato tutti gli interessi pubblici coinvolti, nel rispetto della salute dei cittadini, della tutela dell’ambiente, della legalità e della rilevanza strategica delle infrastrutture di comunicazione elettronica.
Sotto il profilo sanitario, è stato accertato in modo inequivoco, attraverso il parere dell’ARPA Puglia, organo tecnico competente, il pieno rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici stabiliti dalla normativa statale. Tali conclusioni sono state espressamente richiamate e valorizzate anche dal Consiglio di Stato nell’ordinanza cautelare del 30 ottobre 2025, che ha escluso la sussistenza di concreti rischi per la salute pubblica.
La vicenda in esame impone un necessario bilanciamento tra interessi pubblici di pari rilievo costituzionale: da un lato, la tutela della salute, come verificata dal detto parere ARPA, e la tutela dell’ambiente e del paesaggio; dall’altro, l’esigenza di garantire un’adeguata copertura dei servizi di comunicazione radiotelematica sull’intero territorio nazionale, comprese le aree rurali e più disagiate. Le infrastrutture di telecomunicazione sono qualificate dalla legge come opere di urbanizzazione primaria e di pubblica utilità, in quanto essenziali per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, anche in funzione di eventuali emergenze e calamità pubbliche.
Gli Uffici comunali hanno operato nel rigoroso rispetto delle procedure previste dal Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo n. 259/2003 e successive modificazioni, osservando i termini perentori stabiliti dalla legge, assicurando la massima trasparenza e garantendo la pubblicizzazione dell’istanza, l’acquisizione di tutti i pareri necessari e il corretto svolgimento dell’istruttoria. Tale correttezza procedimentale costituisce un preciso dovere giuridico dell’Amministrazione, anche alla luce della normativa in materia di responsabilità amministrativa e contabile che grava sugli Uffici pubblici.
La costituzione del Comune nel giudizio di appello è stata altresì necessaria per rispondere all’impugnazione proposta dalla società InWit, gestore degli impianti, nonché per difendere l’autonomia regolamentare dell’Ente e la legittimità dell’azione amministrativa, senza mai venir meno al principio di leale collaborazione istituzionale.
Un ulteriore elemento di rilievo, espressamente considerato dal Consiglio di Stato, riguarda il profilo di antieconomicità connesso all’eventuale abbattimento di un impianto già integralmente realizzato e funzionante, come sarebbe derivato dall’immediata esecuzione della sentenza del TAR. L’ordinanza cautelare ha infatti valutato che la rimozione dell’infrastruttura avrebbe comportato costi rilevanti e potenzialmente inutili per la collettività, oltre all’interruzione di un servizio di pubblica utilità, in attesa della decisione definitiva nel merito. Tale valutazione ha contribuito alla concessione della sospensiva, consentendo il mantenimento dell’impianto fino alla pronuncia finale, nel rispetto dei principi di proporzionalità, razionalità ed economicità dell’azione amministrativa.
Il Comune di Martina Franca continuerà a operare con trasparenza, rigore e senso di responsabilità, nel rispetto delle decisioni giurisdizionali e nella consapevolezza della complessità degli interessi in gioco, mantenendo come obiettivo primario la tutela della comunità e del territorio e dei suoi interessi essenziali.

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Commenti

Una risposta a “Antenna Tre Tornesi. Il Comune si costituisce in appello. Insorge il comitato”

  1. […] critico con l’amministrazione comunale In vista del procedimento al Consiglio di Stato Antenna Tre Tornesi. Il Comune si costituisce in appello. Insorge il comitato Di seguito il comunicato stampa dell’Amministrazione comunale, diffuso per chiarire le […]

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