Valle d’Itria: le imprese del settore moda unite per la gestione dei rifiuti tessili

Negli anni il comparto manifatturiero della Valle d’Itria ha più volte cercato forme di collaborazione e dialogo tra imprese nel tentativo di costruire un miglior posizionamento nei mercati globali. Oggi, si può parlare di un nuovo passo in avanti, anche grazie all’importante contributo della Fondazione ITS Academy MITI Moda, realtà formativa che negli anni è diventata un punto di riferimento per il settore moda.

Un processo graduale, che non cancella quanto è stato fatto finora, ma punta a rafforzare e rendere più stabile la cooperazione tra le imprese locali. La sede martinese dell’Academy MITI Moda ha ospitato, qualche giorno fa, una partecipata riunione sul tema dei rifiuti tessili, questione calda che tiene gli imprenditori del settore sulle spine da tempo. Il problema, gli esperti lo sanno, è cosa fare degli scarti di produzione.

A Martina Franca la maggior parte delle imprese si rivolge ad un’azienda specializzata che ritira gli sfridi. Questi poi, a seconda della composizione, possono prendere diverse vie.

Lunedì scorso è stata presentata una proposta che potrebbe svolgere un ruolo anche di aggregatore del settore: la collaborazione con una piattaforma di selezione e recupero. L’economia è davvero circolare quando crea buone relazioni, si sa, e quella di lunedì sembra proprio una di quelle riunioni che, se dovesse andare avanti il percorso, potrebbe cambiare l’assetto produttivo del territorio, grazie proprio a quelle relazioni che una gestione corretta dei rifiuti permette.

Mente, e cuore, di questa operazione, è l’imprenditore del settore Martino Filomena, già responsabile del settore moda per Confindustria Taranto, outsider per pensiero, opere e produzioni, e presidente proprio della Fondazione MITI Moda. Ha lanciato questo progetto che potrebbe davvero creare le basi per un nuovo modo di rappresentare il territorio, volto a creare motivi di cooperazione tra imprese.

I dati parlano chiaro, non è un bel momento per il settore moda, è uno di quelli di transizione, come è avvenuto negli anni ’70 e poi con l’apertura dei mercati globali, intorno al 2010, quando c’è stata l’emorragia che sembrava inarrestabile. Eppure, caparbiamente, Filomena è riuscito a mettere insieme molte confezioni del territorio, unite dalla necessità di una gestione corretta – e quanto più economica possibile – dei propri scarti. Il percorso è appena iniziato, ma sembra promettere bene, e l’Its sembra essere il luogo adatto per elaborare nuove strategie per il settore.

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