La Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia ha espresso il proprio parere motivato di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), comprensiva di Valutazione di Incidenza Ambientale, sul Piano Urbanistico Generale del Comune di Martina Franca. L’atto dirigenziale, firmato il 27 febbraio 2026, non boccia il piano ma ne condiziona l’approvazione al recepimento di undici prescrizioni (qui il documento ufficiale).
Un iter decennale
Il percorso che ha portato al parere regionale è lungo. Tutto ha preso avvio nel 2013, con la delibera di giunta comunale che avviava la formazione del Documento Programmatico Preliminare. Il Consiglio Comunale ha adottato il PUG nella seduta del 25 luglio 2024, dopo una consultazione pubblica avviata a settembre dello stesso anno, alla quale hanno partecipato numerosi soggetti: da Terna a RFI, dall’Acquedotto Pugliese all’ARPA Puglia, passando per associazioni ambientaliste come WWF Trulli e Gravine, Legambiente Valle d’Itria e il Gruppo Speleologico Martinese. A dicembre 2025 il Comune ha trasmesso la documentazione aggiornata richiedendo formalmente il parere motivato.
Le undici prescrizioni
La Regione riconosce la correttezza dell’impostazione metodologica del Rapporto Ambientale, ma rileva una serie di lacune che il Comune dovrà sanare prima dell’approvazione definitiva del Piano. In sintesi, si chiede di rendere più trasparente e verificabile l’intero apparato valutativo.
Sul versante della coerenza interna, la Regione rileva che nel Rapporto Ambientale le azioni operative attraverso cui il Piano intende perseguire i propri obiettivi non sono chiaramente individuate. Si chiede pertanto di integrarle e di costruire una matrice che le correli agli obiettivi di sostenibilità. Sul fronte della coerenza esterna, il piano dovrà confrontarsi con strumenti finora non considerati, tra cui il Programma d’Azione Nitrati e il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima del Comune (PAESC). Il Rapporto Ambientale dovrà inoltre integrare il quadro della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, prestando particolare attenzione ai rischi di siccità, desertificazione e allagamenti.
Ulteriori prescrizioni riguardano il potenziamento del Piano di Monitoraggio Ambientale, l’introduzione di indicatori misurabili per gli effetti del Piano, una trattazione più completa delle alternative progettuali esaminate e la predisposizione di una Sintesi Non Tecnica del Rapporto Ambientale in linguaggio accessibile ai cittadini.
Il fronte naturalistico
Per quanto riguarda la Valutazione di Incidenza Ambientale, la Regione esprime parere favorevole, ma impone al Comune di recepire nelle Norme Tecniche di Attuazione tutte le misure di conservazione previste dai Regolamenti Regionali 28/08 e 6/2016 e dai piani di gestione dei siti della Rete Natura 2000 e della Riserva Naturale Regionale Orientata Bosco delle Pianelle. Tra le prescrizioni specifiche spicca quella relativa al contesto urbano denominato CU 6.2 “Pozzo Tre Pile”, che dovrà essere riclassificato come Contesto Rurale in ragione delle sue peculiarità ambientali e paesaggistiche. In questa zona – su richiesta politica – era stata individuata un’area di espansione industriale. È dove si sarebbe dovuto realizzare il consorzio Artemoda, progetto la cui realizzazione è sempre più difficile.
I prossimi passi
Il Comune, in qualità di autorità procedente, dovrà ora procedere alle revisioni richieste prima di sottoporre il Piano all’approvazione definitiva, dando evidenza dell’avvenuto recepimento delle prescrizioni nella Dichiarazione di Sintesi prevista dall’art. 13 della L.R. 44/2012.

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