Decine di firme per difendere la Costituzione dalle modifiche previste dalla riforma Nordio, sono state raccolte a Martina Franca da Tonino Scialpi, intellettuale e già assessore alle Attività Culturali della città. Tra i nomi spiccano quelli di musicisti, docenti, giornalisti ed ex amministratori.
Il referendum sulla magistratura del 22-23 marzo 2026 è un referendum costituzionale confermativo (ai sensi dell’art.138 della Costituzione), che chiede ai cittadini di approvare o respingere una riforma della Magistratura, già votata dal Parlamento, ma senza la maggioranza richiesta dei due terzi. Non essendo previsto il quorum, vince l’opzione con più voti. La riforma introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri). Prevede, inoltre, due distinti Consigli Superiori della Magistratura, l’istituzione di una nuova Corte disciplinare e il sorteggio per parte dei componenti degli organi di autogoverno.
Trattandosi di un referendum costituzionale non è richiesto il raggiungimento di una percentuale minima di votanti (quorum), affinché il risultato sia valido. Gli elettori dovranno rispondere “SÌ” per confermare la riforma approvata dal Parlamento o “NO” per respingerla.
Questa non è una riforma della Giustizia: non interviene sulle risorse, sui tempi dei processi, né sui mezzi necessari al funzionamento del sistema giudiziario. Oggi insufficienti ma indispensabili.
Riteniamo che non sia necessario modificare sette articoli della Costituzione per affrontare i problemi dell’amministrazione della giustizia. Tali problemi possono e devono essere affrontati con leggi ordinarie del Parlamento. Al contrario, questa riforma-promossa dal Governo- è stata portata avanti senza un reale confronto e senza quella condivisione che caratterizzò l’Assemblea costituente che, ottant’ anni or sono, elaborò e approvò la nostra Carta Costituzionale. La legge sottoposta al giudizio dei cittadini rappresenta, inoltre, un possibile precedente per ulteriori modifiche costituzionali già annunciate, come l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, con potenziali conseguenze sull’equilibrio tra i poteri dello Stato sul ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica.
Per queste ragioni, preoccupati dal metodo con cui si intende modificare la Costituzione e dalle conseguenze che questa riforma potrebbe avere sull’equilibrio dei poteri dello Stato esprimiamo il nostro “No” alla modifica di sette articoli della Costituzione. La riforma incide, infatti, sulla chiara separazione dei poteri e rischia di indebolire l’attuale Consiglio Superiore della Magistratura, limitando l’autonomia e l’indipendenza dei giudici. Andiamo, quindi, a votare e partecipiamo al Referendum per esercitare pienamente il nostro diritto di cittadinanza. Votiamo “No”.
Antonio Scialpi, Mario Castellana, Maria Teresa Acquaviva, Giuse Alemanno. Comasia Ancona, Franco Ancona, Enrico Ancona, Vincenzo Ancona, Piero Angelini, Piero Aresta, Anna Argentiero, Antonio Aquaro, Giusy Bello, Francesco Bellopede, Elisa Bevivino, Domenico Biondi, Domenico Blasi, Alberto Bozzano, Vito Bruno, Luigi Caliandro, Francesca Caliolo, Martino Cannarile, Giancarlo Canuto, Alfredo Carlomagno, Daniela Carrieri, Domenico Caragnano, Grazia Carbotti, Enza Casalino, Rosario Casella, Francesco Cava, Barbara Cavagnero, Paola Chiarelli, Gabriella Ciccarone, Fabio Ciracì, Cosimo Colucci, Margherita Colucci, Antonio Conserva, Enrico Consoli, Tommaso Cosanti, Stefano Costa, Stefano Cristofari, Giovanni Cristofaro, Nicola Cristofaro, Annalisa Crocco, Enrico Cuccodoro, Cilla D’Arcangelo, Emanuele D’Aversa, Manoocher Deghati, Antonio Dell’Erba, Mino De Masi, Maria De Mita, Maurizio De Domizio, Liviana Di Giorgio, Anna Paola Di Giuseppe, Franco Di Giuseppe, Maria DI Giulio, Angela Di Michele, Carmela Di Michele, Anna Donvito, Achille Filomena, Antonella Filomena, Giuseppe Fistetti, Francesco Fistetti, Loredana Flore, Luana Fogli, Mariangela Fragnelli, Antonio Martino Fumarola, Vincenza Fumarola, Itala Gallo, Pierdomenico Gallo, Carmelo Giacovazzo, Mario Gianfrate, Tommaso Gioia, Giuseppe Goffredo, Cinzia Greco, Gianfranco Greco, Franco Ippolito, Ubaldo Iudici, Davide Lacarbonara, Francesco Laneve, Rosanna Laneve, Salvatore Laghezza, Lorenzo Larocca, Angelo Leo, Maria Leone, Massimo Leserri, Lelio Letizia, Benedetto Ligorio, Ida Liuzzi, Geltrude Loparco, Lucia Longobardo, Donatella Lopez, Rino Luccarelli, Alba Lupoli, Roberto Macchiarelli, Annalisa Marangi, Giuseppe Martucci, Laura Massa, Marco Ludovico, Paola Magistri, Santino Mandolla, Vito Manzari, Raffaella Margiotta, Rocco Marrazza, Giovanni Martellini, Martino Messia, Lorenzo Micoli, Barbara Miraglia, Maurizio Molinari, Anna Grazia Monaco, Maria Monopoli, Mario Motolese, Oriana Murana, Giovanni Nardelli, Pasquale Nessa, Maria Nigri, Marcello Nitti, Carlo Alberto Novaris, Angelo Oliva, Donato Oliva, Teresa Oliva, Camillo Pace, Giovanna Pace, Chiara Maria Palazzo, Maria Concetta Palazzo, Maria Grazia Palazzo, Imma Palmisano, Miriam Palmisano, Rino Palmisano, Loredana Pastore, Daniela Patriarca, Angelo Pinto, Rita Protopapa, Elina Quero, Silvia Quero, Fabrizia Raguso, Vito Rodio, Roberto Romano, Renzo Rubino, Piera Ruffini, Antonio Ruggieri, Francesco Ruggieri, Grazia Flora Ruggieri, Marcello Ruggieri, Stefano Russano, Luca Sabetta, Anna Pia Salamina, Francesco Salonna, Giulia Sannolla, Cinzia Santoro, Emanuela Saracino, Agata Scarafilo, Giuliana Scarselli, Carla Maria Scialpi, Marilù Scrimieri, Anna Rita Semeraro, Bruno Semeraro, Donatella Semeraro, Giovanni Semeraro, Giuseppe Semeraro, Maurizio Semeraro, Aldo Siciliano, Gianfranco Solinas, Franco Speciale, Renato Stabile, Paolina Stani, Grazia Strusi, Pasquale Stoppa, Pasquale Suma, Patrizia Todisco, Gianfranco Tosi, Luigi Traverso, Pierluca Turnone, Franco Ungaro, Anna Vitale, Nunzio Valentino, Martino Vinci, Vito Zaino.

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