È evidente che l’Italia non ama chi vuole toccare la Costituzione. Lo apprese Renzi, lo ha imparato la Meloni. Si può giocare con tutto, ma la Costituzione è una cosa che tutti noi nel nostro piccolo sappiamo che va lasciata così com’è, anche se non la sappiamo, anche se non la capiamo. Ci difende, silenziosamente. È qualcosa di così sacra che forse non abbiamo nemmeno voglia di discuterne, di parlarne pubblicamente.
Sebbene fino all’ultimo il risultato non fosse certo, nemmeno per i sondaggi, e il Governo abbia fatto tutto quanto in suo potere per portare a casa il risultato (a partire dal pasticcio del voto ai fuorisede), il NO ha vinto in maniera netta, un po’ meno netta a Martina Franca. Ma sarebbe bastato frequentare le iniziative che nei fine settimana di questo ultimo mese hanno riempito gli spazi sociali di Martina per capire che c’era l’aria di una grande campagna elettorale, di quelle chiamate alle armi che ora o mai più.
Quelle sale piene erano indice di due cose, a nostro avviso: la prima è la necessità di una socialità che andasse al concreto, all’incontro fisico; la seconda è aver voglia di sentire finalmente i magistrati parlare.
Il fatto che i magistrati siano scesi in campo, che finalmente a Martina Franca abbiamo visto di persona i pm e i giudici del Tribunale di Taranto, dei quali abbiamo scritto e letto in numerosi articoli giornalistici, è stato – forse – una delle più importanti notizie dell’ultimo mese. Finalmente abbiamo sentito parlare i magistrati delle loro cose, finalmente i magistrati hanno preso il microfono e spiegato cosa è la magistratura. Ora speriamo che continuino a dialogare col territorio, così come fatto finora.
I numeri di Martina Franca parlano chiaro: sono andati a votare più persone rispetto alle elezioni regionali di qualche mese fa. Domenica e lunedì scorso hanno votato 21.830 persone su 38.840 elettori, il 56,02%. Alle regionali di novembre, hanno votato 20.479 su 41.724 elettori, ovvero il 49,08%. Tra le elezioni di novembre e quelle di marzo ci sono 2.884 elettori in meno. Uno scarto importante, spiegato probabilmente con il voto degli italiani all’estero, ovvero quello dei cittadini iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).
Ecco la tabella riepilogativa coi dati delle ultime quattro competizioni elettorali
| Elezione | Elettori | Votanti | Voti CSX / NO | Voti CDX / SÌ |
|---|---|---|---|---|
| Comunali 12/06/2022 | 41.852 | 25.899 | 12.947 (Palmisano) | 11.304 (Bello) |
| Politiche 25/09/2022 | 39.269 | 24.289 | 10.367 (PD+AVS+€+IV+Az+M5S) | 11.552 (Sasso) |
| Regionali 23/11/2025 | 41.724 | 20.479 | 11.261 (Decaro) | 8.435 (Lobuono) |
| Referendum 22/03/2026 | 38.840 | 21.830 | 11.088 (NO) | 10.510 (SÌ) |
Come si può evincere, i due schieramenti sembrano due blocchi quasi monolitici, che hanno una oscillazione di qualche centinaio di voti a testa. Dalla tabella si capisce perfettamente come in questo ultimo referendum l’alta percentuale di votanti è stata determinata da un pezzo di centrodestra che è tornata a votare, dopo essere rimasta a casa alle regionali di novembre. Circa duemila elettori, di cui forse duecento sottratti alla coalizione del NO.

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