I palloncini bianchi e azzurri e un due dorato hanno accolto chi ieri mattina è passato da via Alberobello diretto verso via Locorotondo. Ieri erano esattamente due anni da quando quella strada, vitale per il traffico di residenti, imprese e turisti, è stata chiusa per il rifacimento del ponte della ferrovia, appalto affidato nel 2017 ma che è iniziato solo nel 2024.
A mettere i palloncini è stato Enzo Fumarola, designer e creativo di Martina Franca, residente in contrada Delfino, che ogni giorno per lavoro si reca a Locorotondo. “Tra muretti caduti e incidenti vari, questi due anni sono stati duri” spiega a ValleditriaNews, “per non parlare della viabilità alternativa, tra strade strettissime e incidenti”.
Quel cantiere doveva durare un anno in meno, e in molti in questi mesi hanno testimoniato che per molti giorni mancavano gli operai. A dicembre scorso, al termine dell’ennesimo sopralluogo della politica, in Provincia di Taranto, competente per l’appalto, si sono tenuti diversi incontri tecnici che hanno portato, alla fine, alla decisione del consiglio provinciale di stanziare quasi un milione e mezzo in più, rispetto ai cinque del valore dell’appalto. Non è chiaro il motivo (qui la delibera originale), salvo un possibile contenzioso che avrebbe visto soccombere l’ente.
L’appalto era stato aggiudicato nel settembre 2017 per un importo di circa 4,9 milioni di euro. Nel corso dell’esecuzione dei lavori erano insorte discordanze tra la Provincia e l’impresa, legate a riserve iscritte nei registri di contabilità, a lavorazioni aggiuntive non previste in progetto e ad ulteriori pretese economiche avanzate dalla CCC, la società che ha vinto la gara. Pretese che, se non componibili in via bonaria, avrebbero potuto sfociare in un contenzioso giudiziario, con i conseguenti rischi di soccombenza, spese legali, interessi e rivalutazioni monetarie a carico dell’ente.
Dopo un’istruttoria approfondita condotta dal Responsabile Unico del Procedimento, l’arch. Raffaele Marinotti, e a seguito di un confronto tecnico-amministrativo avviato il 15 dicembre 2025, le parti hanno sottoscritto il 26 febbraio 2026 un verbale di impegno preliminare. L’importo della transazione è stato fissato in 1.456.251 euro oltre IVA, ridotto a 1.186.019 euro netti oltre IVA per effetto della compensazione con la penale contrattuale applicata all’impresa.
Con la firma dell’accordo, la CCC rinuncia alle riserve iscritte, a ogni ulteriore pretesa economica sull’appalto e all’aggiornamento prezzi sul saldo finale. Restano esclusi dalla transazione gli importi relativi ai cosiddetti SAL BIS — rideterminati in 1.613.981 euro e già liquidati con atto n. 354/2026 — disciplinati separatamente ai sensi del decreto legge 50/2022.
Nel frattempo, però, sono passati due anni, i palloncini sono stati immediatamente tolti da qualcuno che non ha gradito i festeggiamenti, ma la strada rimane chiusa. Pare, comunque, che manchi davvero poco al termine, collaudo permettendo.

Lascia un commento