Dall’Ucraina a Cisternino: “Reliquiae”, frammenti, parole e cose a traccia di ciò che resiste alla guerra

Dopo il provocatorio passaggio alla Biennale di Venezia, il rito della deposizione delle testimonianze raccolte tra Kiev, Lviv e Mykolaïv. Appuntamento sabato 30 maggio alla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Poi la mostra a Palazzo Lagravinese

CISTERNINO (BR) – Un pugno di terra raccolto nel giardino dei genitori di un giovane regista ucciso a Bachmut. La trave carbonizzata di una chiesa del 1700 colpita da un drone a Lviv. Un cartello stradale crivellato di colpi all’ingresso di Mykolaïv. Non sono semplici reperti, ma pezzi di vita e di storia recente raccolti sul campo e consegnati a mano all’artista Walter Trento da colleghi, poeti e intellettuali ucraini per testimoniare la propria resistenza.

Sabato 30 maggio, alle ore 20:00, prende il via a Cisternino (BR) il progetto artistico e sociale “Reliquiae”, ideato come traccia di ciò che resiste, sviluppato da NÙEVÙ studio insieme a Pietre Vive Editore e Macrohabitat, con il contributo del Comune di Cisternino.

Il viaggio sul campo di Walter Trento e le storie degli oggetti

Il progetto nasce da un viaggio fisico nei territori del conflitto, intrapreso da Walter Trento che è partito da Cisternino lo scorso 24 aprile. L’artista ha attraversato diverse città dell’Ucraina per raccogliere queste storie, per poi arrivare a Venezia il 9 maggio con un’installazione davanti all’ingresso dei giardini contro la presenza russa alla Biennale.

Il cuore dell’iniziativa è costituito dagli oggetti affidati a Trento durante gli incontri sul posto:

La terra di Kiev: prelevata dal giardino “dell’amore eterno” dedicato alla memoria del regista Danylo Denysevych, ucciso a Bachmut.

La trave del Monastero dei Bernardini: un frammento bruciato recuperato a Lviv dopo l’attacco di un drone russo.

La torcia di Mariupol: l’oggetto tascabile usato dalla poetessa Oksana Stomina per scrivere in un rifugio antiaereo.

I frammenti del cielo e della memoria: detriti dell’Antonov, l’aereo più grande del mondo distrutto, e i disegni realizzati sotto i bombardamenti dal musicista Marko Halanevych (DakhaBrakha).

In mostra, questi pezzi raccolti dall’artista si intrecceranno a frammenti di messaggi vocali, telefonate e scritti attraverso cui Trento ha condiviso in tempo reale i momenti del suo viaggio.

“Alcuni pensano che l’arte non debba mescolarsi con la politica, ma l’arte è espressione libera e, se non è libera, questo dipende dalla politica. Quindi come possiamo scindere l’arte dalla politica?” spiega Trento riportando le riflessioni nate durante la raccolta. “Per noi è una questione che tocca da vicino la sicurezza della nostra democrazia e della nostra libertà”.

Sabato 30 Maggio, ore 20.00 – Presso la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, verranno deposte le “reliquie” traslate dall’Ucraina, dopo il provocatorio passaggio per la Biennale. Con l’occasione si terrà una breve introduzione al progetto e i dovuti saluti istituzionali per celebrare la vita contro le barbarie.

Tutte le opere video, fotografiche, scultoree e pittoriche saranno successivamente fruibili a Palazzo Lagravinese con l’apertura ufficiale della mostra.

Tutti i dettagli del progetto sono consultabili sul sito ufficiale: www.reliquiae.it.

Negli allegati l’elenco completo delle opere e degli artisti.

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