Martina Franca. Dal bilancio 6 miliondi di avanzo reale. C’è un problema con l’evasione

Il Consiglio comunale di Martina Franca ha approvato il bilancio consuntivo comunale relativo all’anno 2025. Secondo il documento votato dalla maggioranza con l’esclusione di Visione Comune, che ha scelto di astenersi, nelle casse comunali ci sarebbero ben sei milioni di euro di avanzo. In realtà l’avanzo di bilancio è di oltre 28 milioni di euro, ma di questa somma la gran parte deve essere accantonata obbligatoriamente (venti milioni circa) e due invece sono vincolati.

Fonte: relazione dell’assessora al Bilancio

Su € 28,8 milioni di avanzo totale:

  • € 20,7 milioni sono accantonati — bloccati per coprire rischi futuri (crediti inesigibili, cause legali, ecc.)
  • € 2,3 milioni sono vincolati — destinati a scopi specifici già definiti
  • € 5,8 milioni sono liberi — questi sono i soldi che il Comune può davvero usare come vuole

Quasi sei milioni di euro a disposizione sono una somma importante, che potrebbe essere utilizzata per molti scopi, come ad esempio, abbattere anche di poco l’addizionale Irpef comunale, che attualmente si aggira sullo 0,8%, anche per mitigare l’effetto dell’aumento generalizzato dovuto al buco nella sanità pugliese.

Dal documento approvato ieri, di cui però abbiamo avuto modo di analizzare la relazione generale e non gli allegati, emerge che il Comune di Martina Franca ha incassato nel 2025 ben 202.000 euro di tassa di soggiorno, a fronte di una previsione di 168.000 euro.

Oneri di urbanizzazione

Gli accertamenti 2025 per contributi da permessi di costruire e relative sanzioni ammontano a € 918.124,04 (riscossi € 910.903,52). Il dato è in calo rispetto al 2024 (€ 1.559.757,89) e al 2023 (€ 984.788,83). Nel prospetto dei vincoli (sezione 1.4.2) la voce “Oneri di urbanizzazione” mostra entrate accertate nell’esercizio per € 780.405,42 e impegni per € 634.016,01, con un residuo vincolato a fine anno di € 220.860,97.

Evasione

Il Comune di Martina Franca ha accumulato negli anni ben 9 milioni di euro di crediti per evasione sulla Tari. Una somma che gli stessi redattori del bilancio danno quasi per persa, nonostante gli uffici comunali siano stati in grado di scovare quasi tutti coloro che non hanno pagato. Di questi però, si è stati in grado di recuperare crediti solo da un evasore su quattro.

Su € 2.069.345,03 accertati tra evasione IMU e TARI, le riscossioni effettive sono state solo € 538.087,45 (26%), con un FCDE accantonato di € 2.595.970,52. Indica che le cartelle vengono emesse ma raramente pagate.

Contenzioso e debiti fuori bilancio

Il Comune di Martina Franca aveva destinato al contenzioso ben sei milioni di euro. Di questi, nel 2025, sono stati spesi 600mila euro. A parte, il Comune ha pagato di tasca sua, per debiti fuori bilancio relativi a cause perse, per 300mila euro.

Spese per progetti e lavori pubblici

Le previsioni definitive erano € 38,9 milioni, gli impegni effettivi sono stati solo € 16,7 milioni (-57%). Analogamente le entrate in conto capitale si sono fermate a € 9,05 milioni contro previsioni di € 26,4 milioni (-66%).

Ci saranno più fondi per le politiche giovanili e le famiglie?

L’assessora al Bilancio Pasqualina Castronuovo, nella sua relazione letta in Consiglio, commenta:

I dati esposti all’interno delle tabelle contabili ufficiali certificano, oltre ogni dubbio, l’efficienza e la stabilità economico-finanziaria del Comune di Martina Franca. Chiudere l’esercizio con un avanzo disponibile libero di oltre 5,8 milioni di euro è la dimostrazione plastica della nostra piena capacità di programmare, intercettare risorse e investire concretamente sul territorio.

Tuttavia, la salute del bilancio di un Ente locale non può e non deve essere misurata soltanto attraverso freddi saldi contabili o algoritmi matematici. La vera solidità di una pubblica amministrazione risiede nella capacità di trasformare questi numeri in uno scudo sociale, in servizi reali e in un presidio costante a tutela e cura dei propri cittadini.

I drammatici fatti di cronaca che hanno sconvolto la nostra provincia nei giorni scorsi — con l’efferato omicidio del giovane bracciante Bakari Sako, brutalmente aggredito e ucciso dal branco all’alba in piazza Fontana a Taranto — ci impongono una riflessione profonda, che travalica i confini della gestione amministrativa ordinaria. Questo tragico evento, maturato in un contesto di gravissima marginalità e inaccettabile indifferenza, ci ricorda drammaticamente che la sicurezza urbana, il controllo del territorio e l’investimento sociale sui giovani non sono capitoli di spesa secondari, ma i pilastri fondamentali su cui regge la nostra civile convivenza.

Davanti a simili manifestazioni di violenza e al rischio di uno smarrimento dei valori umani più elementari, questo rendiconto assume un significato politico e morale ancora più profondo. Gli stanziamenti che abbiamo destinato ai Servizi Sociali, il cofinanziamento dei progetti educativi per la genitorialità e l’infanzia — come il programma P.I.P.P.I. — e il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata per restituirli ai nostri ragazzi, non sono semplici adempimenti d’ufficio. Sono barriere democratiche e risposte politiche strutturali volte a contrastare il degrado, l’isolamento e la povertà educativa.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.