Una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, denuncia il caso di due fratelli gemelli di tre anni, affetti da disturbo dello spettro autistico di livello 3, ancora in attesa del completamento degli accertamenti diagnostici prescritti dodici mesi fa. A firmare la nota è l’avvocato Enrico Pellegrini, che scrive “nell’interesse e su incarico dei genitori”.
Nella missiva, il legale, Enrico Pellegrini, precisa che non si tratta di “una richiesta di raccomandazione” né dell’”invito alla politica a sostituirsi ai medici”, ma di “una richiesta pubblica di vigilanza istituzionale” rivolta a Decaro nella sua qualità di presidente della Regione e dell’Unità di Crisi in materia sanitaria.
Il quadro clinico
Secondo quanto riportato nella lettera, le relazioni cliniche del Centro Autismo Territoriale di Mottola, datate 16 febbraio 2026, descrivono per entrambi i bambini “un disturbo complesso del neurosviluppo, caratterizzato da ritardo neuromotorio e da un fenotipo compatibile con Disturbo dello Spettro Autistico di livello 3 secondo il DSM-5, con necessità di supporto molto significativo”. Le stesse relazioni indicano la necessità di una risonanza magnetica dell’encefalo e del rachide presso la Pediatria del presidio Santissima Annunziata di Taranto, oltre al completamento degli accertamenti genetici.
La cronologia dei ritardi
La richiesta del Centro Autismo Territoriale sarebbe stata trasmessa all’ASL di Taranto nel maggio 2025. Da allora, scrive Pellegrini, “si sono succeduti solleciti, risposte interlocutorie e una lista d’attesa che avrebbe riguardato numerosi altri bambini”. Il percorso sarebbe stato avviato solo a febbraio 2026, per poi essere “nuovamente interrotto”.
Uno dei due fratelli ha potuto eseguire la risonanza a Bari nell’aprile 2026, ma solo “perché un ricovero e ulteriori esigenze cliniche hanno determinato una diversa presa in carico ospedaliera”. L’altro gemello, secondo la lettera, “la attende ancora” a Taranto: per lui, il 19 maggio 2026, sarebbe stata emessa quella che il legale definisce “una (inutile) ricetta elettronica” nel tentativo di individuare un canale alternativo. Gli accertamenti genetici risulterebbero ancora da completare per entrambi i bambini.
“Tre anni di età. Circa quindici mesi di attesa”, scrive Pellegrini, sottolineando che per due bambini così piccoli ciò significa aver trascorso in lista d’attesa “un tempo vicino alla metà dei loro primi tre anni di vita”.
Il riferimento scientifico
Nella lettera si richiama uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, condotto su 500 bambini con autismo tra i 18 e i 36 mesi, che avrebbe riscontrato “risultati genetici patogenetici nel 12% di coloro che completarono i test”, con conseguenti ulteriori indicazioni mediche nella maggioranza dei casi. Il legale precisa che “non è dunque la politica a dover stabilire l’indicazione clinica”, già formulata dai sanitari, ma che “alla politica e alla direzione sanitaria compete vigilare affinché non venga sterilizzata da un’attesa senza una data”.
La richiesta a Decaro
Pellegrini chiede al presidente della Regione di vigilare affinché l’ASL di Taranto “ricostruisca legalmente il percorso, renda noti la data e lo stato delle richieste, chiarisca le ragioni dell’interruzione, comunichi tempi clinicamente appropriati per il completamento della risonanza e della genetica” e, qualora non sia in grado di garantire gli accertamenti, “indichi un percorso pubblico alternativo senza abbandonare i genitori”. La richiesta si estende anche alla verifica di eventuali altri minori bloccati nella stessa lista d’attesa, “nel rispetto assoluto della parità del trattamento”.
La lettera arriva, come sottolinea lo stesso legale, “a poche ore dall’appello del tredicenne tarantino coinvolto nella vicenda ex Ilva, al quale” Decaro “ha risposto personalmente”.

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