Buon compleanno Martina. 700 anni fa la costruzione delle mura

Per essere definita “terra”, nel 1300, occorreva avere una fortificazione. Secondo le fonti storiche, l’inizio della realizzazione delle mura e delle torri avvenne esattamente settecento anni fa, tra il 1326 e il 1335.

Ecco di seguito un interessantissimo contributo dell’archeologa e archivista Cristina Ancona

Dalla fine del 1305, il nuovo abitato di Martina iniziò a svilupparsi grazie all’insediamento di diversi coloni, provenienti soprattutto dal territorio di Monopoli.

Sullo sviluppo urbanistico del centro storico (ampio circa 15 ettari) occorre far chiarezza: va smentita la teoria secondo cui la città nacque dalla fusione di quattro casali contermini e di etnie differenti.

Resta invece aperto il dibattito se le prime abitazioni si siano espanse in modo spontaneo attorno all’antico Castrum Martinae o se la loro conformazione rispondesse fin dall’inizio a un preciso progetto di urbanizzazione. Inoltre, il primo insediamento era privo di strutture difensive. Mura e torri vennero edificate a spese dell’Università solo tra il 1326 e il 1335, arco temporale in cui Martina comincia a essere definita nei documenti come terra, ovvero centro abitato fortificato.

Lo storico Giovanni Liuzzi riporta quanto segue: “Furono praticati, infatti, sulla linea di cintura extramurale altri diciotto accessi, oltre le quattro porte storiche, ove confluirono una o più vie interne: sei a nord-est, dalla Porta di Santa Maria al Palazzo Ducale; una a est, ai Mulini di Santo Stefano; otto a sud-ovest, dalla Torre di Angelucco a quella di San Francesco; tre a nord-ovest, dai Mulini di San Nicola alla Torre della Seta. Tanti quanti sono ancora oggi. Anche i privati diedero un notevole apporto alla mutazione dell’aspetto architettonico dell’abitato, abbattendo vecchie case, fabbricate sulla muraglia, e torri. Quelle quadrate, in ispecie, andarono tutte distrutte e al loro posto vennero costruiti palazzi con la facciata rivolta verso l’esterno dell’antico perimetro urbano. Negli anni Settanta dell’Ottocento, infine, fu tracciata la nuova, larga strada extramurale, che inghiottì le vestigia dei fossati, in gran parte colmati o assorbiti dall’espansione edilizia Liuzzi ci informa inoltre che il complesso de La Lama fu risparmiato miracolosamente dalla speculazione edilizia, diventando luogo panoramico ammirato, anche, prima del 1880 dal noto studioso salentino Cosimo De Giorgi in visita a Martina. La Lama pertanto oggi continua a rappresentare lo “squarcio nelle antiche mura” che vollero gli amministratori politici dell’Ottocento perché seppero cogliere la potenzialità del luogo”.

Fonte foto: https://walkinginthecountry.blogspot.com/2014/10/martina-franca.html

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