Martina Franca. Il comune fa cassa e aumenta l’aliquota Irpef

Il comune di Martina Franca ha aumentato l’aliquota Irpef di competenza, passando dallo 0,75% all’0,80%. La delibera è stata votata nella scorsa seduta di Consiglio. In merito all’aumento, che dovrebbe portare nelle casse comunali un gettito complessivo di 4.460.000 di euro, Visione Comune, forza di maggioranza, ha presentato due emendamenti per chiedere una progressione dell’aliquota in base ai redditi, ma entrambi hanno avuto parere negativo dalla dirigente Merico, responsabile del settore finanziario del Comune di Martina Franca.

A tal proposito si segnala l’interessante intervento di Valentina Lenoci, consigliera comunale di Visione Comune, che punta il dito non solo nel merito della scelta politica di aumentare l’addizionale, che va ad incidere sui redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati, ma anche sul metodo, ovvero: la politica può essere subalterna ai tecnici.

L’intervento di Valentina Lenoci è dal minuto 23:43 circa.

La scelta del Comune di aumentare l’aliquota, lascia intendere che ci siano problemi al bilancio? Il dubbio viene non solo leggendo un passaggio del parere negativo firmato dalla dirigente, in cui si apprende che “È inoltre da evidenziare che, ai fini della quadratura del bilancio corrente 2024/2026, annualità 2024, si è reso necessario, al contrario degli altri anni applicare l’avanzo accantonato presunto, per le seguenti voci di spesa:

  • Fondo Crediti di dubbia esigibilità: 1.200.000 euro
  • Spese per esecuzioni di sentenze: 550.000 euro

Se pur la manovra è consentita dai principi contabili, è di tutta evidenza che i maggiori costi di gestione derivanti da adeguamenti agli indici ISTAT, maggiori costi delle materie prime, aumenti contrattuali ecc. non sono più sostenibili con le entrate consolidate alla data del 31/12/2022″ e quindi “allo stato l’aliquota, che permetterebbe di mantenere gli equilibri di bilancio, è quella unica dello 0,80, oggetto della proposta di Consiglio Comunale n. 2/2024, il cui gettito garantirebbe le previsioni di bilancio”. Proprio su questo punto la consigliera Lenoci fa notare che dovrebbe spettare alla politica esprimersi.

Al suo intervento fa seguito quello del collega di partito Giuseppe Serio, che annuncia comunque il voto favorevole di Visione Comune “per senso di responsabilità” ma che contemporaneamente sottolinea come uno dei due pareri negativi espressi dalla dirigente fanno riferimento all’impossibilità di simulare le variazioni di imponibile per limiti del software.

Quello che però lascia perplesso è che la proposta di applicare una progressività della aliquota, seppur simbolica, lasciandola inalterata a 0,75% per i redditi fino a 15mila euro, avrebbe comportato una presunta perdita per il Comune di poco più di 226mila euro. Il bilancio di Palazzo Ducale è quindi in una situazione così fragile? Sembrerebbe di sì, se si considera il nuovo piano di alienazioni.

Uno dei problemi sembra essere legato ai controlli sugli evasori, altro argomento tirato fuori dalla consigliera Lenoci, e in qualche maniera confermato dalla stessa assessora al Bilancio Anna Lasorte in occasione della lettera della Corte dei Conti, che faceva notare che Palazzo Ducale nel 2020 è stato in grado di riscuotere solo il 61% delle tasse dovute. Per quanto il dato possa essere in linea con quelli degli altri comuni – una giustificazione francamente irricevibile, che suona tipo “così fan tutti” – significa che la qualità e la quantità dei servizi pubblici si regge solo su due cittadini su tre.

Le difficoltà della lotta all’evasione sono comunque determinate anche dal procedimento per la toponomastica, come fa giustamente notare la consigliera Lenoci, oggetto di un progetto specifico risalente al 2020, ma pare fermo negli uffici. “Perché?” si chiede la Lenoci? Il procedimento, una volta concluso, porterebbe a stanare anche coloro che di fatto vivono a scrocco della comunità, magari non cittadini martinesi, ma che hanno proprietà nel nostro territorio. Sarebbe necessario chiudere questo procedimento, secondo chi scrive, anche in vista della estensione del servizio di raccolta porta a porta nell’agro, fortemente voluto sia dall’assessora Castronuovo che dal sindaco Palmisano. Una scelta politica sicuramente costosa e sappiamo che l’aumento dei costi pubblici grava solo su chi paga le tasse.

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Commenti

Una risposta a “Martina Franca. Il comune fa cassa e aumenta l’aliquota Irpef”

  1. Avatar GIUSEPPE CARBOTTI
    GIUSEPPE CARBOTTI

    perchè non ci dicono dove li spendono i soldi ,

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