Visione Comune. Lasorte risponde: “Il problema è il mio lavoro o la mia poltrona?”

Il suo nome non è mai stato fatto esplicitamente, ma nel documento che Visione Comune ha inviato privatamente al sindaco e che è trapelato alla stampa nei giorni scorsi sembrava chiaro il riferimento al rapporto sfilacciato tra il movimento di Bruno Maggi e l’assessore Anna Lasorte. Del resto non poteva che essere lei “l’assessore a loro insaputa” di cui si parla nel documento, lungo ed elaborato, che dalla casella di posta del sindaco è poi arrivato sui desk delle redazioni.

Visione Comune pone alcuni problemi politici, primo tra tutti la mancata comunicazione tra la giunta e i consiglieri comunali, costretti, sostengono, ad apprendere delle delibere dall’albo pretorio. Un problema di comunicazione noto anche negli ambienti Pd, dove qualche giorno fa si è consumato un altro strappo, con le dimissioni di Alba Lupoli e di tutto il direttivo, tra le cui motivazioni si legge: “ogni provvedimento veniva appreso da parte della Segreteria dalla stampa, nonostante fosse attivo il canale comunicativo specifico delegato ad un componente della segreteria stessa e mai interpellato“.

Con il comunicato stampa, però, la Lasorte sembra ammettere un po’ alcune responsabilità, anche se le respinge tutte al mittente. La nota (di cui qui pubblichiamo l’originale) da un lato critica il percorso di Visione Comune, arrivando a sospettare una regia occulta, dall’altro tesse le lodi del sindaco Palmisano, ma non si fa accenno né ad eventuali passi indietro. Né dal partito Visione Comune, né dalla giunta.

In merito alla delega a insaputa del movimento, scrive:

“Nella fase successiva di formazione della giunta comunale, il metodo che nella coalizione ci si è dati, è stato quello di scorrere le varie liste tra eletti e primi dei non eletti. Coerentemente con questo metodo è stata affidata la delega assessorile a Roberto Ruggieri (primo dei non eletti) e alla mia persona (seconda dei non eletti)”

Ma anche:

“Sono stata accusata dall’attuale Segretario del movimento di aver accettato una delega senza aver coinvolto la segreteria. Ma proprio l’attuale segretario, all’indomani della precedente esperienza amministrativa, mi chiese di fare un passo indietro rispetto alla proposta di delega al bilancio dell’allora Sindaco Ancona. Io per spirito di squadra accettai. Anche in quella occasione non ho mai rivendicato alcuna posizione, anteponendo sempre lo spirito di gruppo, il “noi” all’”io”.

Anna Lasorte poi racconta di come Visione Comune si sia, a suo parere, a poco a poco, svuotata, e molti si sarebbero allontanati:

“In questi anni però anche io, mio malgrado, ho assistito ad uno svuotamento del movimento probabilmente dovuto al tentativo di far prevalere logiche lontane dai principi fondanti il movimento stesso. Ho assistito a un rifiuto netto di qualsiasi forma di dialogo da parte di alcuni consiglieri, trincerati probabilmente dietro un disegno politico rinveniente da vecchie logiche del passato. Ho percepito il mutamento di visione di altri colleghi che insieme a me hanno condotto battaglie nella precedente sindacatura”.

E quindi:

“Proprio sulla appartenenza al movimento, sono stata accusata in passato di aver sottoscritto la tessera del Partito Democratico, un gesto che ho ritenuto fare per aprire la visione del movimento e per sostenere l’elezione della segretaria Alba Lupoli. Una scelta che fu molto criticata. Oggi, apprendo che la consigliera di Visione Comune che mi muoveva quella critica, facendone una questione identitaria, risulta essere tesserata nel Partito Democratico.

Ritengo quindi che queste motivazioni, insieme ad altre, siano le cause che hanno determinato un lento svuotamento e una forte demotivazione dei tanti amici che insieme a me, sin dal 2016, hanno fondato, animato e portato avanti l’idea di Visione Comune. E con molto rammarico, in queste ore, all’indomani di quella nota raccolgo tutta la loro delusione”

Sulla questione della delega e della sua eventuale sostituzione in giunta, di cui però ad onor del vero nel documento di Visione Comune non si fa cenno, Lasorte scrive:

“Dalla lettura della nota dei colleghi di Visione Comune non si evince in cosa la mia azione amministrativa abbia peccato o mancato. Quali criticità, quali elementi meritevoli di essere stigmatizzati al punto di sfiduciare una persona.

Ed allora mi chiedo e chiedo se l’obiettivo è il merito del mio lavoro, la mia persona o la mera casella assessorile!”

Poi, elenca i successi dell’amministrazione Palmisano, alcuni circostanziati, alcuni a dire il vero vaghi, di cui sarebbe interessante conoscere i dettagli:

“Ma la sfida più importante è l’aver registrato un ritorno all’investimento nella nostra città! La fiducia che Martina Franca grazie a questa amministrazione sta generando. Infatti sono tanti gli imprenditori che iniziano a mostrare nuovamente attenzione per il nostro territorio, nonostante l’inadeguatezza degli strumenti urbanistici in vigore”.

Sulla possibilità di fare un passo indietro, quindi, non c’è né un’apertura, né un niet definitivo:

“Non sono mai stata attaccata al ruolo o alla poltrona ma ho sempre messo a disposizione della città tutta me stessa prendendomene Cura.”

A questo punto l’unica domanda possibile è questa: Anna Lasorte ha ancora la fiducia di Visione Comune (e viceversa)? La risposta a questa domanda implica quindi una revisione delle quote in giunta, perché a quali consiglieri, altrimenti, farebbe riferimento? Chi risponderà?

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Commenti

Una risposta a “Visione Comune. Lasorte risponde: “Il problema è il mio lavoro o la mia poltrona?””

  1. […] a Roma a ricevere la bandiera di Comune Sostenibile. Si dovrà attendere il giorno per leggere la nota stampa di Anna Lasorte, il cui nome non era stato fatto esplicitamente nel documento, ma non vi erano […]

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