Fino a pochi giorni fa i portici di Piazza Maria Immacolata, cuore del centro storico di Martina Franca, non erano sottoposti ad alcuna tutela specifica. Nonostante il loro valore storico e identitario, risultavano formalmente esclusi dai vincoli che proteggono i beni culturali. Questo fino al 3 luglio scorso, quando la segretaria regionale del Ministero della Cultura, l’architetta Maria Piccarreta, ha firmato un decreto che cambia radicalmente lo status giuridico dei portici: d’ora in poi saranno considerati beni culturali di particolare rilevanza e, come tali, sottoposti alle misure di tutela previste dal Codice dei Beni Culturali (decreto legislativo 42/2004).
Un traguardo non scontato, reso possibile da un percorso complesso che ha visto convergere ricerche storiche, impegno amministrativo e, soprattutto, la pressione civile. È stato infatti determinante l’intervento del Comitato per il Centro Storico, che nel 2024 ha formalmente protocollato alla Soprintendenza e all’Amministrazione comunale la richiesta di riconoscimento dell’interesse culturale di Piazza Immacolata. Una richiesta che ha dato una spinta decisiva al procedimento, sollecitando le istituzioni a prendere posizione su una questione da troppo tempo lasciata in sospeso.
La valutazione del Segretariato regionale si basa su diversi documenti, tra cui la ricerca degli architetti Massimo Leserri e Gabriele Rossi, pubblicata nel 2023. Uno studio accurato, nato da un’iniziativa della Giunta Ancona, che già nel 2020 e nel 2021 aveva affidato alla AESEI – spin-off del Politecnico di Bari – un’indagine approfondita sull’area. La ricerca ha ricostruito, con prove documentali, la vicenda giuridica dei portici, dichiarati privati nel 1933 a seguito di un ricorso dei proprietari dell’epoca (le famiglie Ricci e Marinosci), con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale. Paradossalmente, proprio la conferma della loro natura privata ha evidenziato l’urgenza di una tutela pubblica.
Grazie a questo iter, oggi i portici sono finalmente riconosciuti come elementi architettonici e urbani di valore collettivo. Lo afferma con chiarezza il decreto del Segretariato regionale:
«Piazza Maria Immacolata fu creata nel 1854, con la costruzione di un porticato che raccorda formalmente i prospetti degli edifici, creando una quinta architettonica che ricuce visivamente e funzionalmente lo spazio. […] I portici non solo delimitano e connotano uno spazio urbano, ma ne fanno un luogo, parte integrante di azioni umane. Nella piazza riconosciamo il genius loci, un luogo identitario che merita di essere tutelato. Pertanto si ritiene necessario assoggettare la quinta architettonica formata dal portico nella sua interezza e dalle facciate degli edifici adiacenti al portico […] alla tutela di cui all’art 10, con la dichiarazione di cui all’art. 13 del D. Lgs. 42/2004».
In altre parole, i portici – come la Basilica di San Martino, il Palazzo Ducale o i trulli – sono oggi ufficialmente riconosciuti come simboli di Martina Franca, espressione di un’identità collettiva che va ben oltre il valore materiale delle strutture.
Una vittoria condivisa, che la vicesindaca e assessora alla Cultura Nunzia Convertini commenta così:
«L’apposizione del vincolo è una notizia da accogliere con favore, siamo orgogliosi e soddisfatti».

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