Il Tito Livio risponde alla notizia diffusa da ValleditriaNews e da altre testate in merito a quanto successo in occasione delle iniziative per il 25 aprile, quando, secondo il racconto del Collettivo 080, la scuola avrebbe impedito ai ragazzi di affiggere dei manifesti dell’evento organizzato dal Comune di Martina Franca, redarguendoli in pubblico. Sulla vicenda si era espressa anche la Cgil Taranto: “È inaccettabile che l’impegno civico dei ragazzi – continuano D’Arcangelo e Lusso – , la condivisione dei valori di quella Carta Costituzionale che si studia a scuola, subisca intimidazioni”.
Ecco il comunicato integrale, firmato dal dirigente Giuseppe Semeraro, arrivato via pec dalla scuola:
In merito alle notizie diffuse recentemente da alcune sigle associative e testate giornalistiche, la Dirigenza Scolastica del Liceo “Tito Livio” di Martina Franca ritiene doveroso intervenire per ristabilire la corretta realtà dei fatti, smentendo categoricamente le ricostruzioni parziali e tendenziose che dipingono l’istituto come un luogo di repressione o censura.
1. Rispetto dei regolamenti e della legalità
L’intervento del personale scolastico non ha riguardato, in alcun modo, il contenuto dell’iniziativa citata (il corteo del 25 aprile), ma esclusivamente il mancato rispetto delle zone atte all’affissione di materiale informativo.
La richiesta di chiarimento è scaturita dall’affissione abusiva di volantini in aree non consentite, atto che richiede un chiarimento tra educatori e discenti a prescindere dal messaggio veicolato.
2. Smentita di atteggiamenti vessatori
Si respinge con fermezza l’accusa di “aggressione verbale” o “filippiche dai toni accesi”.
Il colloquio, avvenuto in vicepresidenza, si è svolto secondo i consueti canoni di “correttezza istituzionale” con l’unico obiettivo di richiamare gli studenti alle proprie responsabilità civiche nel contesto scolastico.
La presenza di altri docenti non è una forma di pressione psicologica, bensì una garanzia di “collegialità e trasparenza” dell’azione educativa.
Non vi è stata alcuna violazione della privacy, in quanto i chiarimenti sono avvenuti in uffici idonei, mentre i brevi scambi nei corridoi sono stati la diretta conseguenza della concitazione del momento, ma mai finalizzati alla pubblica gogna.
La Dirigenza Scolastica respinge le strumentalizzazioni che vorrebbero legare una banale richiesta di chiarimenti ad una chiara volontà di limitare la libertà di pensiero. Al contrario, la scuola lavora per formare cittadini che sappiano distinguere la “libertà di espressione” dal “mancato rispetto delle regole comuni”.
L’Istituzione Scolastica è stata e sarà sempre aperta al confronto con gli studenti e con i loro rappresentanti, purché questo avvenga in un clima di reciproca fiducia e nel rispetto dei ruoli, lontano da toni scandalistici che ledono la sua immagine storicamente impegnata nel dialogo e nella crescita democratica dei propri studenti.
La Dirigenza Scolastica, inoltre, si riserva di agire nelle sedi competenti, per tutelare la professionalità, l’immagine e la reputazione di tutti coloro che operano all’interno della comunità scolastica con impegno e dedizione.

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