Dopo l’allagamento di due mesi fa di un’abitazione nelle immediate vicinanze dell’impianto (leggi QUI il nostro articolo), il depuratore di Martina Franca torna alla ribalta, questa volta a livello regionale. L’eurodeputata M5S Rosa D’Amato ha scritto al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, per chiedere di sbloccare una situazione che si protrae ormai da oltre 10 anni, con continui disagi alla cittadinanza e gravi danni ambientali per tutto il territorio. La D’Amato ha chiesto ad Emiliano il pronto intervento di AQP per “una sistemazione temporanea dello scarico del depuratore di Martina Franca e, al contempo, si diano tempi certi per il progetto di adeguamento dell’impianto. La Regione ponga fine a questo scempio. La comunità martinese è stanca di attendere. La vicenda si trascina dal 2003. Da allora, non è stato fatto nulla, se non annunci senza seguito. E questo, nonostante l’Acquedotto pugliese abbia utilizzato notevoli risorse, principalmente fondi Ue, per progetti riguardanti la depurazione delle acque reflue”.
La situazione però resta sempre la stessa col terreno continuamente contaminato, così come vi abbiamo raccontato proprio due mesi fa, coi reflui che hanno saturato il pozzo di una villa nell’agro e bagnato anche i muri della struttura stessa: “Dato che ci troviamo nei mesi più critici da un punto di vista delle precipitazioni – prosegue la D’Amato – la Regione provveda almeno a sollecitare una sistemazione temporanea dell’impianto, per limitare i disagi. E allo stesse tempo, si stabilisca un iter rapido per avviare il progetto di adeguamento del depuratore”.
Oltre a Martina Franca, l’eurodeputata ha un occhio anche per le altre realtà pugliesi che versano nello stesso stato, visto che nella lettera inviata ad Emiliano si chiedono anche informazioni dettagliate sul processo di revisione del Piano di Tutela delle Acque: “Riqualificare la rete dei depuratori pugliesi deve essere una priorità e va fatto con urgenza. Non possiamo più accettare lo scempio del nostro mare e delle falde acquifere e lo spreco di fondi Ue cui abbiamo assistito finora”.

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