Tredici minuti a piedi dalla stazione a Palazzo Ducale, oppure diciannove minuti fino all’ospedale. Undici minuti dal parcheggio di Viale Europa al Marconi. Non ci sono scuse che tengano, girare a piedi a Martina Franca è più che fattibile, anzi, è consigliabile e ora un lavoro fatto dall’assessorato alla Mobilità lo rende palese, e anche facile da comprendere, anche per i più duri di comprendonio. Si chiama “Metrominuto” e sarà lanciato durante la settimana per la Mobilità Sostenibile, alla quale Martina ha aderito a luglio scorso, e potrebbe rappresentare l’inizio di una piccola rivoluzione per una comunità abituata com’è ad arrivare in auto fin quasi alla camera da letto. Una mappa con le distanze tra un luogo e l’altro, sia in minuti sia in metri, che richiama le mappe della metropolitana delle grandi città. Un messaggio per dire: per fare prima, vai a piedi.
Sarà un lavoro tutto in salita per Pasquale Lasorsa, che con testardaggine sta provando a incidere nel dna stesso del martinese, che sembra legato all’auto manco fosse il proprio Avatar del pianeta Pandora, che mentre arriva dentro al bar con la propria auto è disponibile ad andare a correre al Pergolo. La città delle contraddizioni. Ma l’auto, si sa, è la misura dell’individualismo, e “Metrominuto” potrebbe essere il primo passo di una rivoluzione, della quale, ci piace pensare, siamo un po’ stati ispiratori con il nostro consueto Pesce d’Aprile di qualche mese fa, quando annunciamo in tutta la Valle d’Itria l’arrivo della metropolitana (qui tutte le conseguenze dello scherzo). Se davvero così fosse, ci permettiamo presuntuosamente di ispirare altre piccole rivoluzioni, come ad esempio la piantumazione di un albero nel perimetro urbano per ogni nuovo nato o adottato, come prevede una legge del 1992 e ci risulta mai applicata a Martina Franca, oppure l’adesione alla campagna contro il consumo di suolo.

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