Cooperativa parcheggi. Ecco come sono pagati gli stipendi

/ Autore:

Economia, Politica



Uno stipendio pagato in monetine da un euro o centesimi, la fatica di ogni mese ricompensata con una busta di monetine e qualche banconota. Ecco come la cooperativa Labor et Securitas paga i propri soci lavoratori, dopo aver lavorato sette giorni su sette, per otto ore al giorno, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 per quattrocento euro al mese. Non sempre lo stipendio sarebbe pagato in monetine, a volte anche solo con banconote, ma non si ha notizia di assegni o bonifici.

Scegliere di pagare in questa maniera i lavoratori non è illegale, ovviamente, ma in qualche maniera potrebbe ledere la loro dignità, riempiendo loro le tasche di spiccioli.

La cooperativa Labor et Securitas da tempo gestisce gli stalli a pagamento del comune di Martina Franca. 271, per l’esattezza e nonostante l’appalto sia scaduto a settembre, ancora non si conosce l’esito della piccola gara fatta per sei mesi, in attesa del nuovo piano dei parcheggi, elaborato da Lasorsa ma bloccato da Pentassuglia. Nonostante la scadenza della gara fosse nota a tutti dal 2011, ci è si è ridotti all’ultimo momento e la gara, scaduta il 25 settembre scorso, ha visto un’unica partecipante (secondo quanto riferito dal vicesindaco Lasorsa): la Labor et Securitas.

La cooperativa in questione, secondo le sentenze della Direzione Interregionale del Lavoro di Napoli, l’ultima del 5 giugno 2015, dovrebbe rimborsare alcune somme ai lavoratori. Ad uno, in particolare, oltre diciottomila euro. Nel 2012 la Cgil di Martina Franca, grazie all’intervento di Isabella Massafra, aveva segnalato alla Guardia di Finanza  e alla DTL di licenziamenti illegittimi. Nel frattempo, però, forti delle sentenze, tramite il sindacato è stato tentato un recupero credito delle somme ma nelle banche, secondo quanto raccontava la Massafra a luglio, non c’erano che pochi spiccioli.

Palazzo Ducale non è mai voluto intervenire direttamente nella vicenda, almeno, a noi non risulta nessuna notizia ufficiale in proposito, e nel frattempo, invece, ritarda fino all’ultimo momento possibile l’indizione di una nuova gara, tanto che è costretto a fare un miniappalto di sei mesi, fino a quando il nuovo piano si presume sia pronto.

La cooperativa, da capitolato, deve versare al Comune entro il 5 di ogni mese più o meno ottomila euro. Chissà se in monete di uno o due euro…


commenti

E tu cosa ne pensi?