Martina Tre. L’ospedale di Martina rischia il declassamento?

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Politica



Con il piano di riordino ospedaliero saranno moltissimi i tagli che la Regione effettuerà nella rete della salute pubblica pugliese. Avevamo già sentito Emiliano sull’argomento, che ci aveva rassicurato che l’ospedale di Martina Franca non sarebbe stato toccato. Evidentemente, però, l’associazione Martina Tre ha altri timori:

L’Associazione Martina TRE, da sempre impegnata in battaglie civiche e più volte intervenuta sulla questione del Presidio Ospedaliero Valle d’Itria, esprime preoccupazione per alcune notizie apparse sui quotidiani locali relativamente al piano di riordino che la Regione Puglia dovrà licenziare nei prossimi giorni.

Leggiamo, infatti, che il nosocomio locale potrebbe essere declassato da Presidio Ospedaliero di primo livello a Presidio Ospedaliero di base, rischiando dunque di perdere alcuni reparti, dei quali ancora oggi, a pochi giorni dall’approvazione di tale piano, non se ne conosce l’entità.

A tale proposito, è opportuno ricordare che, grazie all’impegno di numerosi attori politici e sociali, nel corso degli ultimi anni, il P.O. Valle d’Itria è stato interessato da numerosi interventi di ristrutturazione dei reparti, alcuni dei quali ancora in corso, nonchè dalla volontà concreta di aprire nuovi reparti quali la Rianimazione e l’Utic. Peraltro supportati da atti concreti della scorsa Giunta Regionale. Un esempio su tutti è la delibera regionale 427 dell’11 marzo 2015 “Criteri di riordino della rete ospedaliera 2015/2016 e definizione di modelli di riconversione dell’assistenza ospedaliera”, con la quale l’ospedale di Martina Franca veniva, nella classificazione che studia l’articolazione della rete ospedaliera pugliese, posizionato tra i presidi ospedalieri di primo livello, ovvero strutture dotate di svariate  specialità  (Medicina Generale, Chirurgia Generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Cardiologia con Utic, Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria e Urologia)

Gli interventi programmati in questi anni, tra i quali quelli summenzionati ed ancora in corso di realizzazione, rientravano nell’ottica di potenziamento del P.O. Valle d’Itria, stante la sua naturale funzione di collettore di utenze provenienti da diverse province, più legate logisticamente e culturalmente con la città di Martina Franca, che non con i P.O. di I e II livello delle province di appartenenza. Ad esempio, numerosi sono gli utenti provenienti dai Comuni di Locorotondo, Ceglie Messapica, Alberobello, Cisternino, Villa Castelli, Crispiano.

Il mero criterio numerico cozza spesso con le esigenze dei territori, specie nel settore sanitario, nel quale più che il numero conta la qualità, la professionalità e la fiducia accordata ai dirigenti medici. Nel corso degli anni, la tradizione ospedaliera locale è sempre stata punto di riferimento nel territorio circostante e non solo: tanti sono i professionisti che operano a Martina Franca i quali, in caso di chiusura di alcuni reparti, finirebbero per essere trasferiti altrove, cagionando anche il rischio per i pazienti di perdere un punto di riferimento medico-affettivo. Senza contare il disagio economico-logistico-infrastrutturale che gli attuali utenti del P.O. Valle d’Itria, locali e forestieri, subirebbero in caso di trasferimento di alcuni reparti a Taranto e Manduria.

Dunque, ci si chiede:

  1. Cosa è cambiato rispetto a nemmeno 12 mesi fa? Perchè, 12 mesi fa il P.O. Valle d’Itria era considerato Presidio Ospedaliero di I livello ed oggi invece, stando alle notizie apparse sui quotidiani locali, rischia di subire un declassamento? E i lavori già effettuati, nonchè gli atti regionali successivi alla d.r. 427/2015, a cosa nel caso serviranno? Se le notizie fossero vero, non sarebbe questo un cattivo esempio di spreco di denaro pubblico?
  2. Quale nuovo criterio di valutazione sarà eventualmente adottato? Ci si può permettere ancora oggi (posto che anche a livello Costituzionale le Province sono state abolite) di organizzare la macchina sanitaria basandosi su una dimensione provinciale e non tenendo conto invece delle peculiarità territoriali e delle difficoltà logistiche? Leggiamo infatti sui quotidiani locali che l’unico presidio di I livello nella provincia jonica rimarrebbe Manduria. A tal proposito, troviamo poco istituzionale leggere le dichiarazioni del primo cittadino Manduriano che taccia la nostra città come quella che “scippa” i reparti al loro nosocomio. Vogliamo solo ricordare che l’eventuale mantenimento del I livello del “Giannuzzi” di Manduria entrerebbe in forte collisione con la vicinanza di un altro nosocomio di I livello che viene mantenuto, ossia quello di Francavilla Fontana, a soli 17,6 km di distanza. Inoltre è ingiusto parlare di “scippo”, quando, in realtà, vi è una consolidata tradizione sanitaria locale, supportata da numeri e esperienze positive.  Come può essere giustificato tutto questo?
  3. Possiamo, prima che tutto venga deciso a tavolino, essere ascoltati o quantomeno informati, al fine di poterci confrontare con i cittadini e le istituzioni?

L’impegno di questa Associazione, nella ricerca e nella valutazione di strategie utili al potenziamento e al non ridimensionamento del P.O. Valle d’Itria, continuerà nel tempo e pur, in questo caso, informati da semplici notizie di quotidiani locali, vogliamo far sentire la nostra voce a difesa del territorio.

Rimaniamo in attesa di una vostra risposta o convocazione, certi che il sentimento espresso da questa Associazione, ma, crediamo, anche quello di tanti CITTADINI DELLA VALLE D’ITRIA, possa essere preso in esame.


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