Arte Franca e Ospedaletto. Quale futuro per i laboratori urbani?

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Società


Il futuro dei Laboratori Urbani di Martina Franca si gioca sul filo dei giorni. Dal 2012, quando furono inaugurati, l’ex Tennis Club e l’Ospedaletto sono diventati un punto di riferimento per molti produttori di cultura di Martina Franca e molte associazioni, basti pensare a Manufacta o a quante associazioni hanno avuto l’ex Tennis Club come spazio a disposizione. Hanno rappresentato, durante questi anni, un punto di riferimento importante per tantissime persone. Il loro futuro non è chiaro, anzi, si rischia che il lavoro fatto finora si perda nello scorrere dei giorni. La gestione del Kismet finirà il 31 maggio e fino a quella data sarebbe opportuno aver individuato già il nuovo gestore. Anzi, i nuovi gestori, dato che con la delibera di giunta 145 del 29 marzo 2018, Palazzo Ducale ha diviso i due immobili, accogliendo una richiesta della rete di associazioni che hanno animato in questi anni Arte Franca. L’obiettivo dichiarato è quello di proseguire sulla scia di quanto fatto finora e di approfittare delle opportunità offerte dalla strategia Mettici le mani, che la Regione Puglia ha ideato per alimentare i circuiti dei Laboratori Urbani. In realtà sappiamo con certezza che al Comune era stata prospettata l’opportunità di partecipare ad un bando che avrebbe potuto garantire ad almeno uno degli immobili lavori di ristrutturazione e fondi per la gestione. Una strada, quest’ultima, che a Palazzo Ducale hanno preferito non percorrere, pare per non lasciare vacanti gli immobili, ma così facendo hanno effettivamente perso una buona opportunità di finanziamento. In merito alla questione, ci spiega l’assessore Lenoci: “Non abbiamo partecipato al bando di Fondazione con il sud perché tra i requisiti per poter candidare l’immobile al bando c’era quello che il bene doveva essere vacante. Abbiamo dato indirizzo al dirigente di fare due bandi per i due immobili, così come suggerito da chi ha gestito i Laboratori. Non c’era intenzione da parte anche della dirigente di lasciare vuoti gli immobili, anche per una questione di sicurezza, per evitare che i beni venissero vandalizzati. Abbiamo anche inoltre valutato con i tecnici comunali che la situazione degli immobili non presenta grosse difficoltà, nè in questi anni i gestori ci hanno mai segnalato nulla. Non abbiamo l’impellenza di ristrutturare l’immobile“.

Secondo quanto è riportato in delibera (che si può leggere interamente qui), l’intenzione dell’Amministrazione Comunale è utilizzare le linee guida di Mettici le mani per realizzare il bando. Al momento, ci fanno sapere dalla Regione, non ci sono misure attive, quindi non ci sono fondi, ma sono tuttora valire le linee strategiche. Queste linee non impediscono ai Comuni di affidare la gestione ai privati profit, ma chiedono che ci sia chiarezza. Attualmente le due strutture sono in gestione al Kismet di Bari fino al 31 maggio prossimo, su richiesta proprio del Comune che non ha fatto in tempo, da luglio scorso, a scrivere un bando per la gestione. Il rischio che si sta concretamente correndo è quello di vedere passare l’estate 2018 con l’ex Ospedaletto e Arte Franca chiusi. Su quest’ultimo, però, ci potrebbero essere novità, perchè proprio su Villa Carmine si sta concentrando l’innovativa azione di partecipazione del Comune, guidata proprio dalla Lenoci che potrebbe intercettare la politica sulla Rigenerazione Urbana per la quale sono in arrivo almeno tre milioni di euro.

Sulla gestione dei beni, comunque, interviene il direttore del Kismet, ente gestore: “Abbiamo un problema di umidità all’Ospedaletto, ma si è convenuto anche con il Comune che è un problema non risolvibile in tempi brevi“. Cipriano interviene anche sulla proroga della gestione: “La prima proroga, da luglio a febbraio, è stata chiesta da noi, per consentire alle realtà di Martina  che avevano i Laboratori Urbani come riferimento, di proseguire le attività e di organizzarsi. A gennaio il Comune ci chiede di mantenere la gestione fino a fine maggio. Abbiamo accettato perché non volevamo abbandonare un presidio, tra i migliori in Puglia, ma non abbiamo la possibilità di prorogare ulteriormente“. Il direttore del Kismet, rispetto al futuro dell’esperienza martinese: “Il nostro percorso ci porta altrove, ma siamo disponibili ad essere partner di associazioni locali e non faremo mancare il nostro apporto. Avevo suggerito al Comune di dividere la gestione dei due immobili, per permettere anche alle piccole associazioni di cimentarsi nella gestione“. Sicuramente però i tempi stanno andando per le lunghe: “Ad occhio e croce dalla pubblicazione di un bando devono passare almeno 60 giorni prima che un bene venga affidato e facendo un rapido calcolo, siamo oltre la fine della nostra proroga“. Facendo un rapido calcolo, l’affidamento avverrà in piena estate. Riguardo i problemi dei costi di gestione, Cipriano spiega: “Le attività creative e culturali che si svolgono all’interno dei laboratori urbani  hanno bisogno di sostegni (anche modesti) ma quasi sempre i comuni e gli assessorati alle politiche giovanili non hanno risorse e personale sufficiente…  Abbiamo avuto un’ottima esperienza a Martina Franca soprattutto con l’assessore Donatella Infante. Secondo l’esperienza che abbiamo fatto nei Laboratori Urbani pugliesi sarebbe opportuno prevedere almeno la copertura delle utenze al fine di dare un sostegno indiretto a quelle piccole realtà che non hanno risorse ma hanno ottime idee“.

Il rischio che si corre, quindi, è duplice: da un lato quello che quegli spazi, che negli ultimi cinque anni si sono dimostrati attrattori per i giovani e capaci di fornire risposte ad una domanda innanzitutto culturale, restino chiusi per i tempi della burocrazia e per la velocità non proprio rapida della politica. Dall’altro lato quello di un’idea di gestione di spazio pubblico che non tenga conto delle specificità del territorio da cui discenda un modello di gestione insostenibile. Quello che auspichiamo è che la visione politica sia egemone rispetto ai tecnicismi che invece di facilitare un percorso, spesso lo rendono arzigogolato.

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