Calcio e sapori, conosciamo i nostri avversari: Bitetto

/ Autore:

Società, Sport


Il quarto capitolo di questo mio personale viaggio alla scoperta degli avversari del Martina calcio ci porta oggi a Bitetto. La locale squadra di calcio e avversaria odierna dei biancazzurri è arrivata a disputare il torno di Promozione dopo la sconfitta nella finale play-off di prima categoria e il successivo ripescaggio.
La cittadina dell’interland barese, 12mila abitanti circa, ha origini antiche, anche se storicamente se ne fa risalire la fondazione nel IX secolo. Sicuramente, molto prima, ai tempi degli iapigi, la zona era ricca di insediamenti; ma proprio a Bitetto non sono mai stati fatti ritrovamenti utili a spingere indietro nel tempo la nascita di un primo insediamento umano.
Passando velocemente al tema di questa rubrica, Bitetto, che nel 2007 è stata insignita del titolo di Città dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel mondo dell’agroalimentare è nota come la Città dell’Oliva Termite (tra settembre ed ottobre si svolge ogni anno – nel 2018 è andata in scena la XXV edizione – la sagra dell’oliva).
Questa è un’oliva da mensa molto diffusa nel barese, per la quale si sta concludendo l’iter per l’assegnazione del marchio DOP con la denominazione “Baresana”; è apprezzata per le sue caratteristiche organolettiche quali il sapore, la fragranza e la polpa consistente. Grande nelle dimensioni e di forma tondeggiante, l’Oliva Termite di Bitetto ha un colore che può variare dal verde a violaceo-nero. Si raccoglie manualmente non ancora matura e va avviata entro 48 ore alla lavorazione in salamoia e alla conservazione con sale, aceto, olio extra vergine di oliva, spezie, erbe ed estratti naturali.
Tipica del luogo è anche la lavorazione dei taralli. Due, a tal proposito le segnalazioni che faccio: il tarallificio Signorile e il tarallificio Beato Giacomo (così chiamato in onore di un frate laico bitettese morto in odore di santità, il cui corpo è rimasto nei secoli intatto). In entrambi i laboratori si producono i prodotti da forno salati, a forma di anello di diverse dimensioni e con diverse aromatizzazioni oltre alle trecce dolci arricchite con le mandorle.
Ultima segnalazione: accanto ai taralli, come tradizione vuole, ci sta bene un buon bicchiere di vino. Per l’occasione il suggerimento è quello di spostarsi di qualche chilometro e raggiungere l’azienda agricola Cannito a Grumo Appula. La produzione, avviata oltre 70 anni fa, vede oggi in prima linea Francesco, che dal 1994 produce in biologico vino e olio. Da provare il Minutolo, dall’omonima uva bianca semiaromatica la cui produzione è in fase di crescita in tutta la Puglia centrale, il rosato (Primitivo e Montepulciano) fresco e fruttato, il Drùmon Riserva un Primitivo di Gioia del Colle DOC affinato per quasi un anno e mezzo in botti grandi, un vino corposo e strutturato.

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?


Commenti