Crack banca Valle d’Itria. Chiesto il processo per gli indagati

Si celebrerà il prossimo 7 luglio la prima udienza del processo nei confronti degli indagati per il crack della banca della Valle d’Itria, per i due indagati che hanno chiesto il rito abbreviato. Per tutti gli altri, nella stessa data, ci sarà la decisione del gup Alessandra Romano se approfondire le accuse per gli altri indagati. Il reato, dopo quasi dieci anni, rischia la prescrizione.

Come ricorderanno i nostri lettori, il crack della banca della Valle d’Itria, credito cooperativo di Martina Franca, è avvenuto a causa di una presunta cessione di prestiti senza le dovute garanzie a diversi soggetti, per un totale di due milione e ottocentomila euro, lasciando i duemila soci quasi senza nulla. Solo due di questi, rappresentati dagli avvocati Lorenzo Pulito e Francesco Zaccaria, si sono costituiti parti civili nel processo.

Avrebbero concesso prestiti senza le dovute garanzie a tredici aziende e per questa gestione superficiale avrebbero causato il buco da tre milioni di euro e il crack della banca, facendo perdere i risparmi ai duemila soci. Per questo – scrivevamo nel 2017 – il pm Buccoliero ha chiesto il rinvio a giudizio dei membri del cda. Nomi importanti: gli ex senatori Peppino Semeraro e Giuseppe Lezza, l’imprenditore manduriano, ex Taranto Calcio, Luigi Blasi. Il Nuovo Quotidiano di Puglia riporta i nomi degli altri tredici indagati, tra dirigenti e membri del cda: “I coinvolti, oltre a quelli di spicco già citati, sono Nicola D’Ippolito di Ceglie Messapica (Brindisi), Giovanni Lenoci di Martina Franca, Roberto Maggi di Martina Franca, Cataldo Ciccarone di Ceglie Messapica (Brindisi), Luciano Reale di Napoli, Luigi Ecclesia di Tricase (Lecce), Aldo Cassese di Villa Castelli (Brindisi), Matilde De Marco di Brindisi, Anna Cassano di Martina Franca, tutti in qualità di ex componenti del Consiglio di amministrazione della Quanto agli ex direttori delle diverse filiali, compaiono i nomi di Francesco Minno di Martina Franca, Severino Giangrande di Gagliano del Capo (Lecce), Giorgio Gacci di Lecce e Filomena Carucci di Martina Franca”. Il collegio difensivo è composto da Egidio Albanese, Francesco Argento, Lorenzo Bullo, Gianfranco Chiarelli, Nicola Cristoforo, Giuseppe Modesti, Carlo Petrone, Giuseppe Risola, Umberto Valentino.

In particolare, gli indagati avrebbero favorito il prestito senza garanzie a tredici aziende, i cui nomi li riporta la Gazzetta del Mezzogiorno: Coop Agricola Guida, Meridiana Charter, Palmasera, Criam, Climaria Sangalli, Coi Costruzioni Immobiliari, Costruzioni General Internazionali, Fittipaldi Impresim, Fast Service, G&G Grippa F, Geia Industria Generle A., Happy Auto e HiFi Basile)

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Commenti

Una risposta a “Crack banca Valle d’Itria. Chiesto il processo per gli indagati”

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