Fratelli d’Italia. Che cosa sta accadendo in città?

Abbiamo tolto, momentaneamente, i due articoli riguardanti Fratelli d’Italia. Il primo, inviato da Giuseppe Chimienti e firmato anche dall’ex sindaco Leonardo Conserva, riguardava l’invito affinché si utilizzasse la polizia locale per intercettare tutti coloro che domani scenderanno dal nord a Martina Franca affinché venissero segnalati e quindi sottoposti a test.

L’iniziativa, come si può vedere nel video, qui sotto, è stata presentata dalla deputata Ylenja Lucaselli a Michele Emiliano. Nel video si ringrazia esplicitamente Giuseppe Chimienti e il coordinamento di Martina Franca del partito di Giorgia Meloni.

Dopo poche ore veniamo contattati dall’ufficio stampa di Grazia Lillo che ci invia una nota che attacca direttamente Chimienti, disconoscendolo e accusandolo di non seguire le direttive nazionali. Non occupandoci di problemi interni ai partiti e men che meno ai problemi di Fratelli d’Italia, facciamo spallucce e pubblichiamo anche quello, questa mattina.

Sembra che non sia chiaro, nemmeno a loro che non dovrebbero essere tantissimi, chi ha quale ruolo e chi invece no. Secondo alcune indiscrezioni, da quando con la Meloni ha aperto le porte a Raffaele Fitto si sono create all’interno del partito sovranista due correnti che non si sono ben mischiate e quindi ogni territorio ha due coordinatori e diversi coordinamenti. A Martina Franca sembra che non abbiano nemmeno un gruppo whatsapp, e addirittura arrivano a smentirsi a vicenda. Giuseppe Chimienti, a onor di cronaca, ci ha fornito un documento risalente al 2 maggio 2015 con il quale Marcello Gemmato e Giandomenico Pilolli, rispettivamente portavoce regionale e provinciale del partito, lo autorizzavano a usare il simbolo, nominandolo portavoce locale. Del ruolo di Grazia Lillo, invece, ci è stato fornito un video di una lettura di un comunicato stampa grazie al quale si apprende che la Lillo si sarebbe affiancata a Giuseppe Chimienti, di fatto quindi confermando il ruolo di quest’ultimo.

Consigliamo, quindi, di creare un gruppo su whatsapp, o qualunque strumento atto a far dialogare le due anime del partito postfascista. Il rischio è che succeda quanto accaduto nella Lega, dove i militanti della prima ora sono stati spazzati via da chi portava in dote sacchi di voti.

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