La gara per la gestione dell’appalto dei rifiuti di Martina Franca e dell’ARO Ta2 è da rifare. Tempo e risorse perse, quindi, per una questione segnalata già dalla Fp Cgil a giugno del 2023, ma che è stata ignorata, evidentemente, o dalla politica (e quindi dall’assessorato all’Ambiente) o dai tecnici (e quindi dai dirigenti).
Come riporta oggi la Gazzetta del Mezzogiorno (in un articolo di Ottavio Cristofaro), “L’Anac, con un parere del 5 giugno scorso, ha chiarito che, a fronte delle nuove tabelle ministeriali, è necessario aggiornare il progetto del servizio e la stima del costo della manodopera. L’Autorità ha inoltre stabilito che bisogna ridefinire il costo della manodopera e rimodulare il quadro economico dell’appalto, già in questa fase. Pertanto ora bisogna ripubblicare il bando“.
Sono 744mila euro all’anno, la somma mancante, che moltiplicata per i sette anni del servizio, fa 5,2 milioni di euro. Di questi, come riporta Michele Lillo del Quotidiano, per i martinesi sarebbero tre milioni in più: “Il nuovo Piano, quindi, avrà un costo per Martina Franca superiore di circa tre milioni di euro nei sette anni, complice non solo l’aumento tabellare ma anche l’ampliamento previsto del “porta a porta” all’agro accessibile che comporta una maggiore forza lavoro. La vecchia gara è stata, quindi, annullata ed ora l’Ufficio si è riservato di dare avvio a una nuova procedura in seguito all’aggiornamento del progetto e all’approvazione da parte dei Comuni, circostanza che potrebbe portare ad una ulteriore proroga del servizio (sarebbe la terza) alla Monteco, attuale gestore“.

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